I mercati finanziari internazionali premiano l’Eurobond made in Albania

La ministra del governo Rama con delega all’economia e alle finanze, Delina Ibrahimaj, annuncia il successo del collocamento di titoli sovrani per un totale di 650 milioni di euro di durata decennale. La cedola annuale è pari al 3,50 per cento, il tasso a scadenza è del 3,75; le richieste da parte dei sottoscrittori hanno superato il miliardo di euro. La titolare del dicastero del bilancio e del tesoro delinea la strategia per raccordare l’economia finanziaria pubblica a quella reale e produttiva, con un moltiplicatore di 1 a 9: ogni 100 leke (uguali a 0,85 euro) presi in prestito, devono attivarne 890 di investimenti, in linea con il dato medio statistico pre-covid.

Il Premier italiano Mario Draghi – che ha ricevuto il collega albanese Edi Rama a palazzo Chigi alcune settimane fa – parlerebbe di “debito buono”. Si presenta con questa caratteristica di fondo la più recente emissione di titoli di Stato “Eurobond” offerti dalla Repubblica d’Albania ai sottoscrittori finanziari internazionali con una scadenza decennale e un rendimento tale da consentire l’assorbimento del tasso d’inflazione e una redditività netta del capitale affidato in prestito al bilancio pubblico del Paese balcanico.
Un autentico esempio di “debito paziente”, come si evince dalle condizioni dell’obbligazione sovrana e dalle dichiarazioni di presentazione del ministro dell’economia Delina Ibrahimaj: la cedola annuale del 3,50 per cento, e l’interesse a scadenza del 3,75, devono essere infatti rapportati alla scadenza dei bond al 2031, il che consente una riduzione su base annua del costo del debito, a tutto beneficio di politiche di bilancio che, con particolare riferimento all’esercizio 2022, si prefiggono di portare il totale degli investimenti in lavori pubblici e in istruzione tecnico professionale al 10 per cento di un prodotto interno lordo stimato a sua volta in crescita di 6 punti.

La Ministra Delina Ibrahimaj

A tale filosofia inderogabile risponde infatti il piano di Rama sul fronte dell’indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni albanesi, e dunque del finanziamento del fabbisogno delle stesse: rafforzare il ruolo del sistema Paese sul mercato primario dei titoli di Stato, in aggiunta al dinamismo del mercato secondario affidato al settore bancario, e permettere una sempre più elevata redditività delle somme a debito, in termini di valore aggiunto degli investimenti produttivi finanziati con le stesse, a fronte di una più bassa incidenza del costo degli interessi da corrispondere ai compratori di Eurobond.
Esattamente quanto avvenuto con l’emissione conclusasi a novembre, a un tasso inferiore a quello nominale che era stato indicato come parametro dal ministero competente.
La ministra Ibrahimaj ha ricordato che attraverso la leva finanziaria, azionata da questo particolare tipo di obbligazioni sovrane, saranno sbloccati, nei diversi settori economici di intervento dell’amministrazione pubblica, i progetti necessari a mobilitare, di conseguenza, gli importanti fondi stanziati a favore dell’Albania dall’Unione Europea, nel contesto dei piani di Preadesione alla UE, e dalle altre istituzioni pubbliche donatrici e bancarie internazionali in ambiti che spaziano dagli sviluppi infrastrutturali allo sviluppo agricolo rurale fino al potenziamento del sistema educativo scolastico e dello Stato di diritto.

La crescente apertura dell’Albania al turismo globale e agli investitori diretti esteri, con annesso flusso in entrata di capitali denominati in Euro e in dollari statunitensi, ha portato a un rafforzamento netto della moneta nazionale Lek (diminutivo di Aleksandr e madhe, Alessandro il Grande, condottiero simbolo dei Balcani) nei confronti della valuta comune europea: se nel 2014 servivano 140 leke per acquistare un singolo Euro, adesso ne bastano meno di 125. Questo ha portato a un rafforzamento del potere d’acquisto del risparmio interno, alla riduzione del costo reale delle importazioni, ma allo stesso tempo non ha penalizzato né il turismo dall’estero né tantomeno le esportazioni, grazie al ruolo proattivo delle politiche fiscali a favore del piccolo business che detassano i redditi medi con l’obiettivo di lasciare più soldi nel portafoglio dei lavoratori autonomi e dipendenti e di agire semmai sulla tassazione indiretta dei consumi.

La Banca centrale d’Albania, custode della stabilizzazione monetaria del Lek, con il governatore Gent Sejko ha stabilito dei meccanismi per il contenimento delle conseguenze inflazionistiche sul mercato interno, per una ponderata iniezione di liquidità in valuta nazionale e per assecondare le politiche economiche del governo in tema di acquisto della proprietà abitativa e di aumento della percentuale di territorio coltivato e di produttività in agricoltura.

A.Z

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