Vade retro Spread: la BCE attenua l’odiato differenziale BTP-BUND. Riuscirà a calmierare pure la “Tassa inflazione”?

Citando la letteratura di Luigi Einaudi e quella di Beppe Ghisolfi, fra loro combinate e integrate, sono due le tasse improprie che la BCE ha il potere di calmierare, facendo ricorso a una politica monetaria variamente mixata, modulata e ponderata; non lasciata a se stessa, ma necessariamente coordinata con le scelte economiche e fiscali dei decisori politici, i quali però nei vari Paesi della UE sembrano impegnati più sulle elezioni appena svolte – come in Francia – e su quelle da svolgere – come in Italia.

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Angelo de Mattia elogia Beppe Ghisolfi: Educazione finanziaria fondamentale per capire le mosse della Bce

Il prestigioso editorialista di Milano finanza conferma i propri obiettivi elogi all’operato librario del Banchiere scrittore: “La banca centrale europea ha per statuto l’obbligo di perseguire la stabilità dei prezzi, altro è auspicare una riforma dei trattati UE per coordinare politica monetaria e politica economica, ma contestare l’aumento dei tassi di riferimento di per sé è sbagliato”. Angelo de Mattia, prestigiosa firma di Milano finanza e titolare della seguita rubrica “Contrarian”, è intervenuto con la consueta e riconosciuta autorevolezza sul tema del ruolo più recente svolto dalla BCE per restituire alla politica monetaria la funzione di controllo del livello generale dei prezzi.

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Lagarde sposa la realpolitik: la BCE taglia le ali ai rialzisti dello Spread

La presidente della BCE porta in approvazione la proroga mirata del piano antipandemico PEPP per fermare la corsa dei differenziali nei rendimenti di BTP e Bund. Rimane da chiedersi come mai, nell’arco degli ultimi due anni, prima con l’avvento dello shock del Covid e ora con il rischio di forti recessioni da economia di guerra, la massima rappresentante della Banca centrale di Francoforte abbia, con le proprie dichiarazioni tra l’incauto e il non ponderato, esposto il nostro Paese ad altrettanti forti scossoni speculativi, tanto da rendere necessario, nella primavera del 2020, l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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Lo spread? Una tassa – come la definì Beppe Ghisolfi – che rischia di costarci 26 miliardi annui

Le mancate rassicurazioni della presidente della BCE, Christine Lagarde, hanno legittimato i movimenti speculativi esterni a prendere di mira i titoli sovrani italiani, di fatto anticipando le prossime manovre della politica monetaria di Francoforte. Lo spread? Per conoscerne e comprenderne in pieno la corretta definizione, e implicazione pratica, il rimando opportuno e necessario è alla produzione manualistica del Banchiere scrittore Beppe Ghisolfi. Soltanto così è possibile decodificare quanto sta succedendo sulle piazze finanziarie a seguito delle dichiarazioni della presidente della BCE Christine Lagarde, nelle quali il non detto prevale per importanza sulle parole pronunciate.

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Finito lo scudo sui BTP, la BCE si concentra solo sui tassi: rimarrà la scelta fra spread e inflazione?

Dagli analisti internazionali il monito a Lagarde: cautela sull’aumento del costo del denaro, il carovita dipende dalle importazioni. All’inizio saranno 25 punti base, che tradotti corrispondono a una percentuale dello 0,25 in cui consisterà, in questa prima fase, l’aumento del costo del denaro a cui Francoforte sta lavorando per predisporre lo scudo contro l’inflazione galoppante. Allo stesso tempo, finisce in soffitta il quantitative easing, ossia lo strumento di acquisto massivo dei titoli di Stato ideato da Mario Draghi, quando era al vertice della BCE prima di Lagarde, con l’obiettivo di proteggere i Paesi della zona Euro più esposti alla volatilità dei mercati e di mettere in circolo un livello di liquidità utile a rilanciare consumi e investimenti fino al raggiungimento di una soglia fisiologica di inflazione tra il 2 e il 2,5 per cento al di sotto della quale sarebbe scattata la recessione.

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L’inflazione europea è in crescita: a lanciare l’allarme il governatore della Banca di Francia, Francois Villeroy de Galhau,

L’inflazione europea negli ultimi mesi è cresciuta notevolmente, passando dal 7,4% del mese di aprile all’8,1% di maggio. Un preciso andamento che suscita riflessioni e cautele da parte degli investitori. Sul tema è tornato anche il governatore della Banca di Francia, Francois Villeroy de Galhau, affermando che la BCE deve ridurre gli stimoli poiché l’inflazione è troppo forte e troppo ampia.

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Bce, inevitabile oramai la svolta estiva sui tassi contro il surriscaldamento dell’inflazione

Dalla presidente Christine Lagarde al finlandese Olli Rehn fino all’italiano Ignazio Visco, sembra ormai compatto il fronte favorevole a un aumento, entro la fine di luglio, del costo del denaro per opporre un argine alla spirale dei rincari seguiti alla guerra russa in Ucraina. Le future e imminenti scelte di politica monetaria si devono confrontare con l’avvio di una fase in cui i governi non potranno più contare sugli strumenti di liquidità accomodante del quantitative easing e del piano antipandemico di acquisto massivo dei titoli obbligazionari sovrani.

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Philip R. Lane, Bce: “Ancora un altro anno di inflazione sopra il target”

Philip R. Lane capo economista e membro del comitato esecutivo della Bce, all’evento ‘Cosa attende le economie dell’area dell’euro?’ organizzato dal Bruegel, think tank di Bruxelles, ha sottolineato che c’è un altro anno di un’inflazione che si attende avere uno slancio al di sopra degli obiettivi. Dopo la dinamica dell’inflazione sarà di circa il 2%.

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Fed & Bce: verso la fine della politica monetaria a due velocità, il rialzo dello spread anticipa la nuova tendenza globale

La banca centrale statunitense, guidata da Jerome Powell, aumenta il costo del denaro più delle aspettative della vigilia, obbligando Francoforte ad accelerare la fine della strategia accomodante. Il differenziale di rendimenti tra BTP Italiani e Bund Tedeschi si conferma – come detto dal Banchiere Beppe Ghisolfi – una “tassa sui poveri” nel senso einaudiano vero dell’espressione. Washington ha messo in atto un meccanismo di portata planetaria i cui contorni erano stati delineati abbastanza chiaramente sia dagli analisti, sia dagli andamenti oramai costantemente rialzisti dello spread in Europa.

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Prezzi alti dell’energia: le famiglie attingono dai loro risparmi

“Le famiglie attingono dai loro risparmi per attutire l’impatto che i prezzi più elevati dell’energia hanno sui consumi”. Lo rivela la Banca Centrale Europea in una anticipazione del bollettino economico nel quale si calcola che l’impatto è circa cinque sei volte maggiore per le famiglie più povere.

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