Il Covid ha favorito l’utilizzo dei pagamenti digitali

La pandemia ha favorito il cambiamento delle abitudini di acquisto dei consumatori, che progressivamente stanno limitando l’utilizzo dei contanti, privilegiando i pagamenti digitali con le carte di debito, le carte di credito e le app che consentono il trasferimento di denaro. Il nostro Paese si sta così avvicinando agli altri paesi europei decisamente più digitalizzati, malgrado un contesto macro-economico complicato. Lo scorso anno c’è stato un rilancio rapido e diffuso dell’uso di alcuni tipi di carte: le transazioni con la carta di debito sono cresciute del 26%, mentre quelle con carta di credito del 12% circa.

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La Fed ha provveduto ad alzare il tasso sui fondi federali di 75 punti base

Malgrado l’annunciata frenata della spesa e della produzione la Fed ha provveduto ad alzare il tasso sui fondi federali di 75 punti base, rispettando le previsioni degli addetti ai lavori. Il nuovo range è 2,25-2,5%, deliberato con voto unanime. Nessuna reazione turbata sui mercati, che avevano anticipato la decisione. “I recenti indicatori di spesa e produzione si sono mitigati. Malgrado ciò, negli ultimi tempi l’aumento dei posti di lavoro è stato consistente e il tasso di disoccupazione è rimasto basso, si legge nel comunicato del Fomc, “l’inflazione rimane alta, a causa degli squilibri della domanda e dell’offerta legati alla pandemia, all’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e dell’energia e a pressioni più ampie sui prezzi”.

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Oltre la metà delle imprese italiane allarmate dall’inflazione

Oltre la metà delle nostre imprese sono allarmate per la probabile frenata dell’attività dovuta agli effetti negativi dell’inflazione, che abbinata ad un periodo di crescita ridotta rischia di dare origine al fenomeno della stagflazione, cioè la condizione in cui produzione e reddito nazionale restano immobili. Un terzo ha anche avviato dei piani di supervisione dei costi, al fine di salvaguardare i margini. Non vi sono nemmeno i presupposti, per la maggior parte delle imprese, per venire incontro alle richieste di aumento di stipendio da parte dei dipendenti che a loro volta devono affrontare il calo del potere d’acquisto.

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Il rapporto tra settore bancario e il digitale

Per tanto tempo il settore bancario si è dimostrato poco disponibile nei confronti della trasformazione digitale, pur percependone il potenziale e accumulando, rispetto ad altri settori, un discreto ritardo nel processo si digitalizzazione e comunicazione digitale. Sono più di 50 milioni gli italiani che utilizzano internet (9 su 10) e la stessa quantità accede ad internet almeno una volta al giorno ; il 93% possiede uno smartphone (Ansa) ed ha un account con una banca. Il 41% degli italiani invece effettua transazioni bancarie da mobile.

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Tassi di interesse: c’è negativo aumento

L’elevata inflazione e la frenata dell’economia sono in prospettiva le cause in grado di influenzare anche sui tassi di interesse. Il clima per l’aumento dei tassi di interesse rimane decisamente negativo; tassi più alti e meno liquidità sono in grado di scoraggiare ancora di più lo scenario economico condizionando da due fronti il reddito degli italiani. Quanto sopra soprattutto riferito ai mutui a tasso fisso; siamo ormai giunti a superare, in maniera decisa, la soglia del 2 per cento. Un giovane di trentasette anni per esempio che richiede oggi un mutuo a tasso fisso del valore di 100 mila euro per l’acquisto di una casa, si ritrova un Tasso annuo nominale più elevato.

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Cessione del quinto in Italia: la situazione del primo trimestre del 2022

Nel primo trimestre del 2022 sono calate del 6% le domande di cessione del quinto da parte dei privati contemporaneamente, è aumentata del 3% la richiesta da parte dei dipendenti pubblici; nei primi tre mesi di quest’anno le richieste dei privati rappresentano comunque ancora la maggioranza assoluta, pari al 55%.

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Il rialzo dei prezzi dell’energia e di alcune altre materie prime sarà esteso, porterà l’inflazione ancora più in alto e ridurrà la crescita economica

Un’altra scossa di portata globale ha colpito l’economia, dopo la crisi pandemica e lo shock finanziario del 2008-09, a cui ha fatto seguito in Europa quella dei debiti sovrani. Le economie globali, erano ancora in una fase di risanamento prima della guerra tuttora in corso e quindi la nuova crisi rischia di enfatizzare o invertire gli orientamenti e i le tendenze in corso. Il rialzo dei prezzi dell’energia e di alcune altre materie prime sarà esteso, porterà l’inflazione ancora più in alto e ridurrà la crescita economica. Nelle prossime settimane l’economia italiana potrebbe essere vicina ad una fase recessiva.

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Ucid: evento dal titolo “Come fare nuova impresa in Italia?”

Martedi 7 Marzo 2022 presso l’Antico Ristorante Fossati di Triuggio l’Ucid (Unione cristiana imprenditori e dirigenti) sez. Monza Brianza ha organizzato un evento dal titolo “Come fare nuova impresa in Italia?”. Ospite d’onore il Dott Corrado Passera. Di fronte ad un’attenta platea il noto banchiere ha esordito esplicitando le note difficoltà che molte aziende stanno attraversando a causa dell’elevato costo delle materie prime, del prezzo dell’energia e di un’inflazione sempre più crescente; molte aziende, quelle più energivore, pagheranno di più anche per gli effetti dell’invasione della Russia verso l’Ucraina. Sono aziende che avranno senz’altro difficoltà finanziarie.

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Il Milleproroghe sarà importante anche nel 2022 per le imprese in difficoltà

ll Milleproroghe viene in aiuto delle imprese in difficoltà anche quest’anno. Il decreto ha modificato la legge di Bilancio 2022 e rivisto le percentuali di copertura del Fondo per le Pmi, che saranno applicate dal primo luglio al 30 dicembre. E così, le aziende in difficoltà, si vedono riattivata la garanzia all’80% dello Stato sui prestiti. Fino al 30 giugno rimane la copertura all’80%, come stabilito dalla legge di Bilancio, mentre per i sei mesi successivi si dovranno utilizzare le nuove soglie: l’80% di copertura per le operazioni di liquidità e investimenti delle aziende con il maggiore profilo di rischio (si tratta di quelle che rientrano nelle fasce 3, 4 e 5 del modello di valutazione del Fondo di garanzia); per le imprese meno in difficoltà (fasce 1 e 2), la copertura è del 60%.

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Tante le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari

Ammontano a oltre 200 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per piccole e medie imprese indirizzati al Fondo di Garanzia per le PMI. Tramite ‘Garanzia Italia’ di SACE gli importi dei prestiti garantiti superano i 30 miliardi di euro, su oltre 4.000 richieste avanzate. Sono questi i risultati essenziali dell’ analisi svolta dalla task force nata per favorire la realizzazione delle misure a sostegno della liquidità promosse dal Governo per far fronte all’emergenza pandemica, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace.

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