Il rapporto tra settore bancario e il digitale

Per tanto tempo il settore bancario si è dimostrato poco disponibile nei confronti della trasformazione digitale, pur percependone il potenziale e accumulando, rispetto ad altri settori, un discreto ritardo nel processo si digitalizzazione e comunicazione digitale. Sono più di 50 milioni gli italiani che utilizzano internet (9 su 10) e la stessa quantità accede ad internet almeno una volta al giorno ; il 93% possiede uno smartphone (Ansa) ed ha un account con una banca. Il 41% degli italiani invece effettua transazioni bancarie da mobile.

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Tassi di interesse: c’è negativo aumento

L’elevata inflazione e la frenata dell’economia sono in prospettiva le cause in grado di influenzare anche sui tassi di interesse. Il clima per l’aumento dei tassi di interesse rimane decisamente negativo; tassi più alti e meno liquidità sono in grado di scoraggiare ancora di più lo scenario economico condizionando da due fronti il reddito degli italiani. Quanto sopra soprattutto riferito ai mutui a tasso fisso; siamo ormai giunti a superare, in maniera decisa, la soglia del 2 per cento. Un giovane di trentasette anni per esempio che richiede oggi un mutuo a tasso fisso del valore di 100 mila euro per l’acquisto di una casa, si ritrova un Tasso annuo nominale più elevato.

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Cessione del quinto in Italia: la situazione del primo trimestre del 2022

Nel primo trimestre del 2022 sono calate del 6% le domande di cessione del quinto da parte dei privati contemporaneamente, è aumentata del 3% la richiesta da parte dei dipendenti pubblici; nei primi tre mesi di quest’anno le richieste dei privati rappresentano comunque ancora la maggioranza assoluta, pari al 55%.

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Il rialzo dei prezzi dell’energia e di alcune altre materie prime sarà esteso, porterà l’inflazione ancora più in alto e ridurrà la crescita economica

Un’altra scossa di portata globale ha colpito l’economia, dopo la crisi pandemica e lo shock finanziario del 2008-09, a cui ha fatto seguito in Europa quella dei debiti sovrani. Le economie globali, erano ancora in una fase di risanamento prima della guerra tuttora in corso e quindi la nuova crisi rischia di enfatizzare o invertire gli orientamenti e i le tendenze in corso. Il rialzo dei prezzi dell’energia e di alcune altre materie prime sarà esteso, porterà l’inflazione ancora più in alto e ridurrà la crescita economica. Nelle prossime settimane l’economia italiana potrebbe essere vicina ad una fase recessiva.

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Ucid: evento dal titolo “Come fare nuova impresa in Italia?”

Martedi 7 Marzo 2022 presso l’Antico Ristorante Fossati di Triuggio l’Ucid (Unione cristiana imprenditori e dirigenti) sez. Monza Brianza ha organizzato un evento dal titolo “Come fare nuova impresa in Italia?”. Ospite d’onore il Dott Corrado Passera. Di fronte ad un’attenta platea il noto banchiere ha esordito esplicitando le note difficoltà che molte aziende stanno attraversando a causa dell’elevato costo delle materie prime, del prezzo dell’energia e di un’inflazione sempre più crescente; molte aziende, quelle più energivore, pagheranno di più anche per gli effetti dell’invasione della Russia verso l’Ucraina. Sono aziende che avranno senz’altro difficoltà finanziarie.

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Il Milleproroghe sarà importante anche nel 2022 per le imprese in difficoltà

ll Milleproroghe viene in aiuto delle imprese in difficoltà anche quest’anno. Il decreto ha modificato la legge di Bilancio 2022 e rivisto le percentuali di copertura del Fondo per le Pmi, che saranno applicate dal primo luglio al 30 dicembre. E così, le aziende in difficoltà, si vedono riattivata la garanzia all’80% dello Stato sui prestiti. Fino al 30 giugno rimane la copertura all’80%, come stabilito dalla legge di Bilancio, mentre per i sei mesi successivi si dovranno utilizzare le nuove soglie: l’80% di copertura per le operazioni di liquidità e investimenti delle aziende con il maggiore profilo di rischio (si tratta di quelle che rientrano nelle fasce 3, 4 e 5 del modello di valutazione del Fondo di garanzia); per le imprese meno in difficoltà (fasce 1 e 2), la copertura è del 60%.

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Tante le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari

Ammontano a oltre 200 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per piccole e medie imprese indirizzati al Fondo di Garanzia per le PMI. Tramite ‘Garanzia Italia’ di SACE gli importi dei prestiti garantiti superano i 30 miliardi di euro, su oltre 4.000 richieste avanzate. Sono questi i risultati essenziali dell’ analisi svolta dalla task force nata per favorire la realizzazione delle misure a sostegno della liquidità promosse dal Governo per far fronte all’emergenza pandemica, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace.

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È indispensabile espandere l’educazione finanziaria soprattutto tra la popolazione più fragile

La partecipazione ai mercati finanziari da parte delle famiglie italiane è in decisa crescita (34%) rispetto all’ultima rilevazione di due anni fa (30%) anche se le scelte restano decisamente conservative. Il 40% circa dei risparmiatori parcheggia le proprie disponibilità in prodotti di liquidità quali per esempio certificati di deposito. I fondi comuni rappresentano il 25% circa de campione, i prodotti assicurativi poco meno del 15% le azioni il 12%. A dicembre i depositi in banca hanno sfiorato i 1855 miliardi di euro, tra somme depositate sui conti correnti, certificati di deposito e pronti contro termine (+6% circa rispetto allo scorso anno). Quanto sopra nonostante un’inflazione che ha sfiorato il 4%, ai massimi dal 2012.

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Il 2022 potrebbe essere meno roseo di quanto sinora previsto per le banche

Il riaffacciarsi dell’emergenza sanitaria pone dubbi e nuove preoccupazioni sul piano sociale ed economico. La pandemia non è certo finita e i contagi sono in crescita, e già da subito occorre riesaminare la politica di tutti quegli elementi necessari alla produzione di beni o all’erogazione di servizi: è questa la strada da percorrere: non sono più sufficienti le misure sinora adottate per quanto utili, servono nuove iniziative perché l’anno appena cominciato potrebbe essere meno roseo di quanto sinora previsto anche per le banche, per esempio con la scadenza delle moratorie e la revisione delle garanzie sui finanziamenti.

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Moratorie: tra famiglie e imprese i richiedenti sono 530.000

In Italia ad oggi sono ancora in essere moratorie per un valore globale di circa 60 miliardi, pari a circa il 22% di tutte le moratorie accordate da marzo 2020. Tra famiglie e imprese i richiedenti sono 530.000 circa. L’importo delle moratorie in essere differisce da quello delle moratorie concesse per vari motivi, tra cui il venire a scadenza di una parte di esse, mentre le sospensioni accordate ammontano a poco più di 500mila. Le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari riferibili alle piccole e medie imprese inoltrati al Fondo di Garanzia per le PMI ammontano a poco più di 200 miliardi.

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