La Banca di Francia propone, per un periodo limitato, un adeguamento mensile dei tassi di interesse dal 1° febbraio

I tassi di interesse sono, a norma di legge, calcolati dai dati rilevati sui tassi creditori nel trimestre precedente, pari ai 4/3 dei tassi medi praticati. Queste disposizioni consentono di proteggere i mutuatari da tassi eccessivi e quindi preservare un ampio accesso al credito. Negli ultimi 12 mesi, i tassi di interesse sono aumentati sulla scia dei maggiori tassi sui prestiti praticati dagli istituti di credito.

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Patuelli: i tassi di interesse sono un’arma a più testate, si eviti l’esercizio provvisorio

Il presidente dell’associazione bancaria italiana Abi ha commentato l’attualità nazionale ed europea sulla base di scenari internazionali che permarranno in condizione di emergenza purtroppo ancora per i mesi a venire: non si scorgono spiragli di volontà di pace, e neppure di tregua a livello di armistizio. Questo comporta che il quadro delle sofferenze economiche non si esaurirà né a breve né a medio termine, e imporrà politiche economiche che mettano famiglie, imprese e intermediari finanziari (banche) in grado di svolgere nella maniera più fluida possibile i rispettivi compiti di attori sul mercato per quanto riguarda i consumi, gli investimenti e il sostegno agli stessi.

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Tassi di interesse: c’è negativo aumento

L’elevata inflazione e la frenata dell’economia sono in prospettiva le cause in grado di influenzare anche sui tassi di interesse. Il clima per l’aumento dei tassi di interesse rimane decisamente negativo; tassi più alti e meno liquidità sono in grado di scoraggiare ancora di più lo scenario economico condizionando da due fronti il reddito degli italiani. Quanto sopra soprattutto riferito ai mutui a tasso fisso; siamo ormai giunti a superare, in maniera decisa, la soglia del 2 per cento. Un giovane di trentasette anni per esempio che richiede oggi un mutuo a tasso fisso del valore di 100 mila euro per l’acquisto di una casa, si ritrova un Tasso annuo nominale più elevato.

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Christine Lagarde: “Gli indicatori di mercato suggeriscono che l’inflazione resterà alta nel breve termine, per poi moderarsi”

La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, nella conferenza stampa dopo il Consiglio Direttivo ha fatto sapere con chiarezza che le decisioni di politica monetaria della Bce dipenderanno dai dati economici e dall’evolvere della situazione e Francoforte manterrà opzioni, gradualità, e flessibilità nei prossimi mesi.

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La BCE sfida l’inflazione: tassi invariati per non ostacolare la ripresa

La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, non ha deluso le attese della vigilia e ha confermato la volontà dell’istituto di Francoforte, custode della Moneta unica, di sfidare sia l’inflazione, sia quanti viceversa scommettevano nell’immediato su un rialzo dei tassi per contrastare il rincaro dei prezzi. Rincaro che, in quanto dovuto agli accresciuti costi approvvigionamento esterno dell’energia e delle materie prime da immettere nei cicli produttivi, non si è ancora trasferito sui salari, in termini di rivalutazione del potere d’acquisto degli stessi, e quindi – a differenza degli Stati Uniti d’America – è indicativo non di una ripresa dei consumi ma al contrario di una stagnazione degli stessi che porta con sé lo stallo degli investimenti.

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La Bank of England ha rispettato le attese aumentando i tassi di interesse allo 0,5%

Le Borse europee hanno letteralmente il freno tirato. Proprio ieri la Banca Centrale Europea ha reso noto che non ha alcuna intenzione di toccare i tassi di interesse come previsto. Per gli analisti saranno decisive le indicazioni che verranno date per i prossimi mesi, soprattutto tenendo conto dell’ultimo dato sull’inflazione di gennaio, salita nella zona euro al 5,1%.

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