Quando Sergio disse a Lagarde: “L’Italia merita aiuto, non ostacoli”

Il riconfermato Presidente della Repubblica potrà essere un prezioso garante costituzionale del Risparmio degli Italiani, ancora di più in una fase di inflazione crescente che ne minaccia l’erosione. Era il 12 marzo 2020, l’Italia era da poco entrata nel girone infernale della pandemia, mentre il governo Conte bis si apprestava a varare il primo durissimo lockdown con il confinamento domestico dell’intera popolazione. Alle ore 8,05, sull’account social del Quirinale esce una nota del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “L’Italia si attende, nel comune interesse, iniziative di solidarietà e non mosse che possano ostacolarne l’attuazione”. Una risposta, senza nominarla, alla presidente della BCE Christine Lagarde, succeduta a Mario Draghi alla guida della Eurotower di Francoforte, la quale soltanto poche ore prima aveva dichiarato che “non è compito delle banche centrali ridurre gli spread”.

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Mattarella bis: soluzione inevitabile di fronte a un Paese orfano della politica

La rielezione del Presidente in carica appariva, fin dall’inizio delle votazioni parlamentari in seduta comune, come l’opzione più forte assieme a quella di una promozione dell’attuale Premier Draghi. Alla fine, è stato proprio il Capo del governo, nel filo diretto tenuto con il Quirinale, a favorire la fuoriuscita dallo stallo ottenendo la disponibilità del Capo dello Stato a restare al Colle. Con 759 voti vincono le Istituzioni, perdono i partiti. Può riassumersi così l’intensa giornata di sabato 29 gennaio, conclusasi con la rielezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica e successore di se stesso, praticamente al pari di quanto accadde nel 2013 per Giorgio Napolitano che era appena giunto alla conclusione del proprio settennato quirinalizio. Si conferma pertanto uno scenario politico, in senso partitico, nel quale nessuno dei due schieramenti ufficiali riesce a esprimere né candidature autosufficienti, né soluzioni condivise che permettano un ritorno alla normalità della Costituzione formale.

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