Camera (di Commercio) con vista sui Balcani aperti

La presidente dell’Unione camerale albanese, Ines Mucostepa, ha partecipato con successo alle più recenti riunioni di Open Balkans celebrate in Tirana con le delegazioni di Serbia e Macedonia del Nord. Camera (di commercio) con vista sui Balcani aperti. La presidente e brillante manager Ines Mucostepa, una eccellente formazione giuridica ed economica in Italia messa a frutto al vertice dell’Unione delle CCIAA del Paese delle Aquile, ha preso parte con successo alle più recenti riunioni che si sono celebrate in Tirana nell’ambito dell’iniziativa Open Balkans, dove i governi di Albania, Serbia e Macedonia del Nord hanno sottoscritto accordi volti a ridurre e a rendere irrilevanti le barriere doganali e le limitazioni al riconoscimento reciproco dei titoli scolastici e professionali fra i tre Paesi.

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AICS, storie di cooperazione, umanità e sviluppo tra Italia, Albania e Balcani

Presentato al Cod, il center open dialogue della presidenza del Governo albanese, l’esauriente e molto interattivo report annuale dell’agenzia della cooperazione allo sviluppo della Farnesina, attiva a Tirana sotto la direzione della dottoressa Stefania Vizzaccaro. Presenti il nostro Ambasciatore Fabrizio Bucci, la Ministra al turismo e all’ambiente Mirela Kumbaro, la Viceministra alla giustizia Adea Pirdeni, il sostituto procuratore Gianluigi Pratola della scuola superiore della magistratura.

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Tirana stacca il biglietto per Bruxelles: il sì di Skopje premia Open Balkans

Da ieri le delegazioni dei due Paesi balcanici sono nella capitale istituzionale della UE per l’avvio ufficiale dei negoziati di adesione alla famiglia comunitaria europea. Il voto del Parlamento di Skopje, capitale della Macedonia del Nord, ha rappresentato la conferma della validità del progetto Open Balkans: la mini Schengen fortemente voluta dal primo ministro albanese Edi Rama e dal presidente serbo Aleksandr Vucic e rapidamente estesasi allo Stato macedone oggi governato da Dimitri Kovacevski in continuità con il predecessore Zoran Zaev.

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Draghi-Rama: quali prospettive tra Italia e Albania nelle incertezze romane?

Nel novembre dello scorso anno, il Primo Ministro albanese Edi Rama si recò in visita ufficiale a Roma per il primo colloquio ufficiale con il nostro Premier Mario Draghi: tra i due capi di Governo nacque una immediata intesa, rafforzatasi nei mesi successivi in occasione di Consigli d’Europa e summit della NATO, e nella condivisione dei provvedimenti assunti a favore dell’Ucraina e avverso il regime russo di Putin.

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Rama dopo la fumata nera di Bruxelles: “UE vittima di se stessa prima che del veto bulgaro, noi pronti ad aiutarla”

Partiamo da un paradosso: quando si parla di un voto unanime o per acclamazione corale, si utilizza l’espressione comune e popolare di plebiscito bulgaro. A Bruxelles è accaduto esattamente il contrario: dal voto si è passati al veto bulgaro. Ossia la ostinata opposizione di Sofia nei confronti della Repubblica della Macedonia del Nord, con la conseguenza che a venire ostacolato è il percorso di avvicinamento a Bruxelles da parte dell’Albania.

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Open Balkans spalanca le porte alla crescita dell’agrobusiness

La ministra del governo Rama alle politiche agricole, Frida Krifca, dal summit intergovernativo di Ocrida, in Macedonia, smentisce con la forza della statistica gli allarmismi delle opposizioni: nei primi 4 mesi dell’anno le esportazioni di prodotti rurali, da Tirana verso Belgrado, sono aumentate di quasi il 200 per cento. I Balcani aperti, in tempo di emergenze alimentari internazionali, sono uno strumento formidabile di solidarietà regionale di area vasta nonché un motore di accelerazione del business per il settore primario e per l’industria della trasformazione.

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Open Balkans: grazie al governo Rama una opportunità storica anche per l’Italia

L’iniziativa Open Balkans è un progetto avviato dal governo albanese di Edi Rama con l’obiettivo di ridurre progressivamente le limitazioni amministrative e i costi doganali all’interno dell’area vasta Balcanica, per la libera circolazione del lavoro, dei prodotti agricoli, zootecnici e veterinari, per la promozione del turismo e per la realizzazione di progetti sovranazionali nei settori dell’energia, dei trasporti e dei capitali. Per tutti questi motivi si tende a parlare di mini Schengen: infatti l’altro obiettivo strategico è di accelerare il cammino di integrazione con Bruxelles a partire da interscambi, con i Paesi UE direttamente confinanti con quelli di Open Balkans, più reciproci e agevoli degli attuali.

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L’export ortofrutticolo albanese fa bene all’economia, e alla solidarietà

A Lushnje, polo agroalimentare di interesse nazionale a vocazione europea, la Sindaca Eriselda Sefa, assieme al Capogruppo parlamentare Taulant Balla e alla Ministra delle politiche agricole Frida Krifca, ha inaugurato la grande fiera del settore primario, punto di riferimento per un pubblico di espositori, produttori e visitatori dai Paesi balcanici e dell’intero continente.

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Il mea culpa della Ue: abbiamo trascurato i Balcani occidentali, la loro integrazione è garanzia di pace per tutti

La Ministra tedesca Annalena Baerbock in missione in Kosovo e in Serbia ha sottolineato la necessità di accelerare il percorso di avvicinamento all’Unione Europea. Sui Balcani occidentali l’Unione Europea recita finalmente il mea culpa: la circostanza di avere troppo trascurato questa macroregione nel cuore del vecchio continente sta evidenziando tutti i propri fattori di rischio per la stessa stabilità della UE. Questo è quanto in sostanza è stato dichiarato dalla Ministra degli affari esteri della Germania – azionista forte della commissione di Bruxelles – in missione in Kosovo e in Serbia dove ha incontrato il primo ministro Albin Kurti e rispettivamente, il presidente della Repubblica Aleksandr Vucic.

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L’emergenza carburanti rappresenta il primo banco di sfida del progetto Open Balkans

La straordinaria iniziativa di diplomazia commerciale, fortemente voluta dal Premier Edi Rama per unificare in senso doganale e burocratico amministrativo i Paesi dei Balcani occidentali, così da fluidificare gli interscambi commerciali tra gli stessi, potrebbe fornire delle soluzioni effettive al problema del caro prezzi da importazione e dei movimenti speculativi interni sui listini. Potrebbero essere i Balcani aperti, l’innovativo progetto di diplomazia economica e commerciale promosso dal Premier Edi Rama, a chiudere i rubinetti non della benzina ma della speculazione in atto sulla stessa a carico dei consumatori finali.

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