Manovra, scende il bonus, sale la pensione

Il leghista Giancarlo Giorgetti, come Ministro dell’economia e delle finanze, firma con un impegno di spesa di 50 miliardi di euro il decreto che stabilisce per gli assegni dell’INPS un adeguamento medio di 7 punti e mezzo all’indice del costo della vita. In tal modo viene di fatto sancita l’archiviazione di uno dei punti più controversi della legge Fornero di riforma radicale della previdenza pubblica sotto l’allora Governo Monti: il blocco della perequazione, ossia della indicizzazione delle rendite pensionistiche a partire da un importo superiore a tre volte il minimo.

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Conte e Draghi, storia di un amore (politico) mai nato

Mattarella rinvia Draghi alle Camere per la verifica della permanenza della fiducia al governo, a traballare sono risorse nazionali ed europee per 35 miliardi. La crisi di governo che potrebbe deflagrare dopo la conversione in legge del cosiddetto decreto aiuti, altro non è che l’epilogo di un amore politicamente mai nato tra un ex premier e l’attuale inquilino di palazzo Chigi: Conte e Draghi, due leader mai così agli antipodi, accomunati però – secondo la logica infallibile degli estremi che sempre si ricongiungono – dalla circostanza di essere entrambi giunti alla presidenza del Governo senza alcuna preventiva designazione popolare e, particolare ancora più curioso, di dovere a Renzi la permanenza a capo dell’esecutivo (il Conte 2 nacque grazie ai voti decisivi di Italia Viva) ovvero l’ascesa allo stesso, nel caso di Draghi.

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Superbonus edilizio, doveroso prevenire le truffe ma senza complicare gli investimenti sani

Nelle politiche per il contrasto necessario alle frodi, il rafforzamento del ruolo delle banche, quali soggetti cessionari dei crediti d’imposta, diventa uno snodo fondamentale e da incoraggiare. Non va dimenticata una creazione di valore aggiunto netto annuo prossimo ai 9 miliardi di euro, che misura la remunerazione di tutti i fattori produttivi impiegati dalle imprese esecutrici dei lavori e che porta a 12 miliardi (in media, un miliardo al mese) l’aumento assoluto del PIL riferibile alla piena operatività dello sgravio del 110%: in pratica un ritorno macroeconomico in grado di doppiare il costo di 6 miliardi a carico del bilancio statale.

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