La BCE preme sui tassi e sull’Italia: adotti il Mes

L’Eurotower di Francoforte non ha disatteso le previsioni della vigilia e, il giorno dopo la decisione assunta dalla omologa Federal reserve di Washington, ha disposto l’innalzamento del costo del denaro di ulteriori 50 punti base, ossia di mezzo punto percentuale, annunciando che a esso seguiranno ulteriori aumenti volti a rendere più onerosa la circolazione del denaro fino a quando l’inflazione non manifesterà segnali di arretramento rispetto all’attuale valore del 10 per cento.

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Lagarde sposa la realpolitik: la BCE taglia le ali ai rialzisti dello Spread

La presidente della BCE porta in approvazione la proroga mirata del piano antipandemico PEPP per fermare la corsa dei differenziali nei rendimenti di BTP e Bund. Rimane da chiedersi come mai, nell’arco degli ultimi due anni, prima con l’avvento dello shock del Covid e ora con il rischio di forti recessioni da economia di guerra, la massima rappresentante della Banca centrale di Francoforte abbia, con le proprie dichiarazioni tra l’incauto e il non ponderato, esposto il nostro Paese ad altrettanti forti scossoni speculativi, tanto da rendere necessario, nella primavera del 2020, l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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Finito lo scudo sui BTP, la BCE si concentra solo sui tassi: rimarrà la scelta fra spread e inflazione?

Dagli analisti internazionali il monito a Lagarde: cautela sull’aumento del costo del denaro, il carovita dipende dalle importazioni. All’inizio saranno 25 punti base, che tradotti corrispondono a una percentuale dello 0,25 in cui consisterà, in questa prima fase, l’aumento del costo del denaro a cui Francoforte sta lavorando per predisporre lo scudo contro l’inflazione galoppante. Allo stesso tempo, finisce in soffitta il quantitative easing, ossia lo strumento di acquisto massivo dei titoli di Stato ideato da Mario Draghi, quando era al vertice della BCE prima di Lagarde, con l’obiettivo di proteggere i Paesi della zona Euro più esposti alla volatilità dei mercati e di mettere in circolo un livello di liquidità utile a rilanciare consumi e investimenti fino al raggiungimento di una soglia fisiologica di inflazione tra il 2 e il 2,5 per cento al di sotto della quale sarebbe scattata la recessione.

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Bce, Lagarde: per adesso nessuna austerity sui tassi, ma solo una graduale fuoriuscita dal Qe

Christine Lagarde, Presidente del Consiglio di amministrazione della Banca centrale europea, che riunisce tutti i governatori dell’Eurozona, ha confermato, a consuntivo dell’ultimo atteso Direttivo prima della Pasqua, che non sarà deliberata alcuna misura di austerità sul costo del denaro, ma che la politica disinflazionistica sarà portata avanti attraverso la già concordata “road map” di graduale, ma inesorabile, fuoriuscita dal quantitative easing e dal piano antipandemico, ossia i due programmi straordinari di acquisto dei titoli sovrani finalizzati il primo a salvare la moneta unica UE dalla speculazione, il secondo a migliorare i flussi di liquidità retail durante la pandemia.

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