Vade retro Spread: la BCE attenua l’odiato differenziale BTP-BUND. Riuscirà a calmierare pure la “Tassa inflazione”?

Citando la letteratura di Luigi Einaudi e quella di Beppe Ghisolfi, fra loro combinate e integrate, sono due le tasse improprie che la BCE ha il potere di calmierare, facendo ricorso a una politica monetaria variamente mixata, modulata e ponderata; non lasciata a se stessa, ma necessariamente coordinata con le scelte economiche e fiscali dei decisori politici, i quali però nei vari Paesi della UE sembrano impegnati più sulle elezioni appena svolte – come in Francia – e su quelle da svolgere – come in Italia.

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Lagarde sposa la realpolitik: la BCE taglia le ali ai rialzisti dello Spread

La presidente della BCE porta in approvazione la proroga mirata del piano antipandemico PEPP per fermare la corsa dei differenziali nei rendimenti di BTP e Bund. Rimane da chiedersi come mai, nell’arco degli ultimi due anni, prima con l’avvento dello shock del Covid e ora con il rischio di forti recessioni da economia di guerra, la massima rappresentante della Banca centrale di Francoforte abbia, con le proprie dichiarazioni tra l’incauto e il non ponderato, esposto il nostro Paese ad altrettanti forti scossoni speculativi, tanto da rendere necessario, nella primavera del 2020, l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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110 per cento, arrivano la capacità fiscale prorogata e la convertibilità in BTP a 10 anni

Allo studio un pacchetto di provvedimenti per consentire agli istituti bancari e assicurativi di tornare ad accettare la cessione del super eco bonus dopo l’esaurimento dei fondi certificato da Enea. Il super eco bonus sta per entrare in un nuovo capitolo di rilancio a seguito dell’ennesima vicenda che ne aveva segnato la battuta d’arresto per via della certificazione – da parte dell’ente Enea – dell’avvenuto esaurimento di tutti i fondi disponibili e della capacità di assorbimento fiscale in capo agli istituti bancari e assicurativi cessionari.

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Finito lo scudo sui BTP, la BCE si concentra solo sui tassi: rimarrà la scelta fra spread e inflazione?

Dagli analisti internazionali il monito a Lagarde: cautela sull’aumento del costo del denaro, il carovita dipende dalle importazioni. All’inizio saranno 25 punti base, che tradotti corrispondono a una percentuale dello 0,25 in cui consisterà, in questa prima fase, l’aumento del costo del denaro a cui Francoforte sta lavorando per predisporre lo scudo contro l’inflazione galoppante. Allo stesso tempo, finisce in soffitta il quantitative easing, ossia lo strumento di acquisto massivo dei titoli di Stato ideato da Mario Draghi, quando era al vertice della BCE prima di Lagarde, con l’obiettivo di proteggere i Paesi della zona Euro più esposti alla volatilità dei mercati e di mettere in circolo un livello di liquidità utile a rilanciare consumi e investimenti fino al raggiungimento di una soglia fisiologica di inflazione tra il 2 e il 2,5 per cento al di sotto della quale sarebbe scattata la recessione.

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BCE, su costo del denaro e incentivi finanziari all’economia un compromesso tra rigoristi e keynesiani

Falchi e colombe, ovvero spostando il paragone sulle scuole dottrinali economiche rigoristi e keynesiani sembrano avere trovato un’intesa all’interno del consiglio direttivo della BCE, la banca centrale europea riunitasi questo giovedì nell’Eurotower della sede centrale di Francoforte. La presidente Christine Lagarde, succeduta a inizio 2020 a Mario Draghi, ha confermato che la lotta all’inflazione energetica sarà conseguita non attraverso un repentino rialzo dei tassi di interesse, che corrisponderebbe a un aumento del costo del denaro, bensì attraverso una graduale fuoriuscita dal programma massivo di acquisto dei titoli obbligazionari pubblici, BTP nel caso dell’Italia.

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BCE e FED, le due banche centrali continentali unite (e divise) dall’inflazione

Mentre in America il tasso di aumento del costo della vita è un effetto dei maggiori consumi trainati da aumenti salariali determinati dalla produttività, in Europa la crescita dei prezzi è causata dal rincaro delle materie prime e dell’energia, a scapito di retribuzioni regressive. Sullo sfondo, il graduale disimpegno della Eurotower dai piani straordinari di acquisto massivo delle obbligazioni soprattutto statali, sebbene la politica sui tassi di interesse resterà accomodante per non intralciare la ripresa favorita dall’impiego dei fondi del Pnrr. Federal reserve a Washington, Banca centrale europea a Francoforte, così distanti ma così vicine, unite e allo stesso tempo divise sull’inflazione che ha oramai rialzato la testa sia al di qua che al di là dell’oceano Atlantico.

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Incentivi fiscali ai correntisti per incoraggiare l’investimento dei risparmi nell’economia reale italiana

Dalla maggioranza di governo in Parlamento cresce la consapevolezza della necessità di promuovere, su base volontaria e non forzosa, una fiscalità di fiducia che permetta di finalizzare ai progetti di investimento produttivo, nelle aziende e nei settori strategici del Paese, una quota importante dei 1800 miliardi depositati sui conti correnti delle famiglie italiane. Una grande operazione fiduciaria così come era stata auspicata oltre un anno fa dal Banchiere e scrittore Beppe Ghisolfi.

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