Rama a Zelensky: “L’Albania aprirà un’Ambasciata a Kiev e invierà aiuti umanitari all’Ucraina”

Il Primo Ministro albanese ha nella sostanza confermato lo stesso identico messaggio forte che pronunciò nella primavera del 2020 in occasione dall’invio di una squadra di personale sanitario all’Italia per fronteggiare la prima ondata pandemica: “Non siamo ricchi, ma la storia e l’economia ci insegnano che non dobbiamo mai voltarci dall’altra parte”.

Un colloquio di fondamentale importanza diplomatica, internazionale e sociale, è quello telefonico che si è svolto più di recente tra il Primo Ministro della Repubblica d’Albania, Edi Rama, e il Presidente della Repubblica Ucraina Volodymyr Zelensky, per puntualizzare lo stato delle relazioni tra i due Paesi nello scenario della ricostruzione di un contesto il più possibile orientato a un graduale ma progressivo ritorno alla normalità delle funzioni istituzionali binazionali.

Proprio in tale ambito, il Presidente del Consiglio dei Ministri del Paese delle Aquile ha ribadito che l’impegno albanese si svilupperà su un terreno di assoluta concretezza e con il compimento, da subito, di due primi passi significanti e di preludio a successivi progetti e iniziative: il primo passo, confermato altresì dalla Ministra degli esteri del governo Rama Olta Xhacka, consisterà nell’apertura di una Ambasciata della Repubblica d’Albania a Kiev, una sede diplomatica con pieni poteri sul versante politico e consolare; il secondo passo, concomitante e contestuale, sarà rappresentato dalla fornitura di aiuti alimentari e umanitari, che sarà preordinata dal ministro della Difesa di Tirana, Niko Peleshi.

Il Premier Rama, nella sostanza e nel merito, ha voluto confermare il messaggio che ebbe a pronunciare esattamente nella primavera del 2020, quando la guerra era contro il coronavirus e la pandemia e il primo Paese colpito era stato l’Italia e la regione Lombardia in particolare: “Non siamo ricchi – disse Edi Rama salutando la squadra di medici e infermieri che stava per raggiungere il nostro Paese – ma la storia ci ha insegnato che non ci dobbiamo mai girare dall’altra parte”. Così sarà anche in questa occasione, nei confronti dell’Ucraina aggredita dal regime russo putiniano.

Rama aveva già fatto visita a Kiev nell’estate dello scorso anno assieme all’amico Dritan Abazovic, omologo capo del Governo del Montenegro, incontrando il sindaco della capitale ucraina e il presidente Zelensky e annunciando in quella sede un programma congiunto di aiuti materiali dai Balcani.

L’Albania, come componente non permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha svolto assieme agli Stati Uniti d’America una funzione strategica nella elaborazione di documenti di condanna contro l’aggressione russa e di totale solidarietà all’Ucraina che hanno promosso la convergenza della totalità dei Paesi rappresentati nel grande palazzo di vetro di New York.

Sulla prima iniziativa di solidarietà nei confronti dell’Italia, così come della più recente e attuale, ha espresso il proprio plauso nei confronti di Edi Rama il Banchiere internazionale e scrittore Beppe Ghisolfi, recatosi in missione a Tirana nella scorsa estate per incontri diplomatici, amministrativi e categoriali di vertice.

Il gruppo mondiale delle casse di risparmio, di cui il Professor Ghisolfi è rappresentante italiano nel consiglio di amministrazione, è presente anche in Albania attraverso la BKT banca nazionale commerciale e svolge una funzione prioritaria nella canalizzazione di una quota parte della redditività degli istituti di credito aderenti in direzione di progetti umanitari, solidali e di alfabetizzazione finanziaria.

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