Extra-profitti, il Tar del Lazio aiuta Giorgia Meloni a tassarli

Il giudice amministrativo di primo grado del Lazio, competente a discutere i ricorsi di importanza nazionale, ha giudicato non ammissibili i ricorsi che erano stati presentati dalle compagnie energetiche per disapplicare la norma, voluta dall’allora premier Mario Draghi, finalizzata a tassare, con l’applicazione di un contributo straordinario, la quota di utile in eccedenza derivante dai rialzi delle quotazioni internazionali e ottenuta tramite i maggiori esborsi dovuti in bolletta.

Il Tar del Lazio ha argomentato che gli atti emessi dall’agenzia delle entrate riscossione, e da questa notificati alle società operanti negli ambiti dell’energia e degli idrocarburi, sono pienamente legittimi in quanto si limitano a dare attuazione a una precisa disposizione di legge, quindi a una fonte normativa primaria che, come tale, abilita alla introduzione e applicazione di un prelievo patrimoniale a favore dell’erario statale.

Prelievo motivato dall’esigenza di bilanciare gli alti costi sostenuti in maniera incolpevole da famiglie e imprese e causati non da consumi abnormi di luce e gas, bensì da andamenti rialzisti imputabili in maniera inequivoca alla situazione emergenziale internazionale e ai comportamenti di chi opera sulle piazze finanziarie dove si trattano i titoli aventi per oggetto le materie prime energetiche a cominciare ovviamente dal metano.

Giorgia Meloni con il proprio Viceministro alle finanze Maurizio Leo sta studiando la riscrittura del prelievo sugli extra-profitti per aumentare il gettito statale da riassegnare a famiglie e PMI

Il Governo Draghi si attendeva un gettito superiore ai dieci miliardi di euro, gli incassi effettivi a oggi non hanno superato il miliardo tra i mugugni dei soggetti passivi d’imposta in questione, vale a dire le società in molti casi controllate o partecipate in maniera e misura strategica dallo Stato, tramite il ministero dell’economia e delle finanze, ovvero dagli enti locali titolari di quote nel capitale sociale delle cosiddette municipalizzate.

Il pronunciamento del tribunale amministrativo regionale con sede a Roma era molto atteso dalle parti di palazzo Chigi, poiché il capo del Governo Giorgia Meloni, in missione a Bali per il consiglio dei 20 (o 19, mancando la Russia) Paesi più industrializzati del globo, e il Viceministro del MEF Maurizio Leo, responsabile del dipartimento fiscale di Fratelli d’Italia, puntano a correggere la normativa ereditata da Mario Draghi con l’obiettivo di renderla immediatamente monetizzabile e non più opponibile dalle società fin qui beneficiate dalla spinta rialzista dei listini energetici.

Tra gli interventi allo studio, attraverso i quali palazzo Chigi punta a evitare il ricorso allo scostamento di bilancio con l’obiettivo parallelo di rassicurare i mercati esteri dei capitali – e dei sottoscrittori e finanziatori dei titoli del debito pubblico italiano – , spicca l’ipotesi di innalzare dall’attuale 25 al 33 per cento l’aliquota del prelievo, in conformità e aderenza alle indicazioni dell’Unione Europea che ha fissato in un terzo la misura (minima) del prelievo applicabile alla quota di utile eccedente la media del triennio precedente.

In precedenza, diverse associazioni di consumatori e utenti, annunciando lo sciopero delle bollette sul modello di quanto avveniva nell’Italia degli anni settanta durante il grande shock petrolifero, avevano rivolto un appello all’ANCI, l’associazione dei comuni e dei sindaci italiani, con l’obiettivo di sensibilizzare le amministrazioni municipali titolari di partecipazioni in società attive nella distribuzione e fornitura di luce e gas alle utenze finali, affinché i dividendi di loro competenza fossero destinati o vincolati alla costituzione di specifici fondi compensativi volti a neutralizzare o a rateizzare in maniera molto diluita nel tempo i rincari in bolletta.

Invito raccolto in pochissime occasioni, e che dovrebbe essere trasformato in una norma con forza di legge dal Governo Meloni, per venire incontro a un problema effettivo peraltro sottolineato da alcuni suoi esponenti di rilievo fra i quali – con riferimento al caso della società Iren – l’attuale Sottosegretario all’università e parlamentare di fratelli d’Italia Augusta Montaruli.

Il direttore editoriale Alessandro Zorgniotti

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