Da oltre Adriatico una lezione sui bonus edilizi: conbattono l’inflazione neutralizzando i rincari

Le Ministre Delina Ibrahimaj ed Elisa Spiropali: “In tal modo abbiamo salvato dal fallimento 300 imprese edili appaltatrici e migliaia di posti di lavoro”. Il governo Rama e il Parlamento d’Albania a maggioranza socialista varano un potenziamento del pacchetto di resistenza sociale destinato a fare scuola nella vicina Italia. Mentre infatti nella nostra Penisola, il cosiddetto super eco bonus ha finito con l’alimentare una corsa rialzista e inflazionistica, causata da un eccesso di domanda su tipologie di materiali edilizi resi scarsamente reperibili durante e subito dopo lo shock pandemico, nel Paese delle Aquile il Consiglio dei Ministri ha optato per una soluzione volta a contrastare la spinta dei prezzi agendo sui costi di approvvigionamento delle aziende impegnate in particolare nella esecuzione degli appalti pubblici.

L’obiettivo, dichiarato dalla Ministra delle finanze Delina Ibrahimaj e dalla collega ai rapporti con il Parlamento Elisa Spiropali, è garantire la continuità dei cantieri finalizzati al completamento di importanti opere residenziali e infrastrutturali di interesse pubblico e sociale, a rischio di rallentamento se non di vera e propria sospensione a causa dei rincari in atto sui mercati internazionali.

A differenza del modello avviato dal governo Conte bis, e solo in parte corretto da Draghi (per via dei condizionamenti imposti dalla componente grillina della maggioranza di unità nazionale), il provvedimento albanese si prefigge non di suscitare in maniera artificiale una domanda destinata a scontrarsi con una penuria sul fronte dell’offerta di prodotti e materiali per le costruzioni; ma, al contrario, agisce a copertura dei costi di approvvigionamento relativamente alle voci necessarie all’esecuzione delle opere oggetto di appalto.

La ministra delle finanze, Delina Ibrahimaj

In tal modo, viene tutelata la prosecuzione delle attività di 300 imprese esecutrici e di alcune migliaia di addetti, contribuendo altresì al contenimento del tasso di inflazione interna la cui variazione nei primi mesi dell’anno – come ha sottolineato la Ministra Ibrahimaj nella conferenza stampa di fine settimana scorsa – è stata integralmente coperta dalla variazione in aumento del prodotto interno lordo.

Per esempio, sull’altro fronte caldo dei trasporti, la decisione della Ministra Belinda Balluku di concentrare la detassazione sui carburanti all’ingrosso acquistati dalle compagnie del trasporto pubblico locale, facendo in maniera che la tariffa versata dal viaggiatore e pendolare rimanesse invariata al confronto con la fase antecedente la pandemia, ha consentito agli aumenti di attestarsi su uno 0,5 per cento, come media dovuta al concorso del prezzo della benzina al dettaglio per il trasporto individuale privato su auto.

“L’inflazione rimane la nostra principale preoccupazione – ha ribadito la Ministra Ibrahimaj – con un intervento di 6 miliardi di Lek (50 milioni di euro) per neutralizzare i sovraccosti dei materiali edili, evitiamo effetti negativi sul PIL, ossia sul reddito nazionale, per 44 miliardi di Lek (366 milioni di euro). Difendiamo non gli oligarchi, ma l’indotto delle aziende diffuse e dei posti di lavoro”.

[04/07, 18:39] Alessandro Zorgniotti 2: La ministra delle finanze, Delina Ibrahimaj

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