Confindustria: incontro tra Carlo Bonomi e il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy

Attuare progetti congiunti volti a ricostruire l’economia del Paese, ripristinare le infrastrutture distrutte dalla guerra, attrarre investimenti e intensificare la cooperazione economica e industriale tra Italia e Ucraina.

Sono i principali aspetti del Memorandum of understanding, siglato dal Presidente di Confindustria Carlo Bonomi e dal Vice primo Ministro ucraino e Ministro dell’Economia Yulia Svyrydenko durante la missione di Confindustria a Kyiv conclusa, in piena adesione ai punti concordati durante la recente visita del Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi, del Presidente francese Emmanuel Macron, e del Cancelliere tedesco Olaf Scholz.

Confindustria, infatti, sostiene con forza la necessità che la UE conceda all’Ucraina lo status di candidato all’ingresso nell’Unione, non solo perché ciò conferisce all’Ucraina una tutela aggiuntiva nel conflitto in corso ma anche perché sono in gioco valori di libertà, democrazia e rispetto della sovranità e del diritto internazionale, alla base della costruzione europea. E finché non si apriranno le basi di una trattativa, secondo l’Associazione degli industriali, lo sforzo convergente di UE e NATO deve concentrarsi nella difesa dell’Ucraina per la pace. Perché senza pace non può esserci né sviluppo e né crescita.

Con questo spirito, il Presidente Bonomi ha incontrato a Kyiv – in un fitto calendario di colloqui individuali – rispettivamente il Presidente Volodymyr Zelenskyy, il ministro dell’Energia Herman Halushchenko, il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba, il viceministro dell’Economia delegato al Commercio Estero Taras Kachka, il ministro delle Finanze Sergii Marchenko.

“Con il governo Ucraino abbiamo sottoscritto un memorandum d’intesa che fissa i presupposti per l’impegno delle nostre filiere industriali a supporto degli sforzi in corso da parte dell’Ucraina – ha sottolineato Bonomi –. Un impegno per garantire una rapida ricostruzione dell’immenso patrimonio industriale ed edilizio distrutto dalla guerra, per contribuire al rafforzamento della volontà ucraina di difendere e ampliare il suo ruolo nel commercio da e verso l’Europa e il mondo, per assicurare e potenziare le sue catene logistiche e di fornitura. Nella nostra visione tutto ciò deve avvenire nel quadro di un partenariato sia all’interno di progetti speciali europei, sia di progetti nazionali nel rapporto diretto tra il nostro Governo e quello ucraino, sia in forma di cooperazione congiunta diretta tra imprese e filiere industriali italiane e ucraine”.

A tal fine, lo ha annunciato il Presidente Bonomi al presidente Zelenskyy, Confindustria aprirà proprio a Kyiv una propria rappresentanza diretta, per coordinare tutti i progetti congiunti che da questo memorandum prenderanno avvio. Inoltre, nel colloquio con Zelenskyy, Bonomi ha innanzitutto espresso il più sentito cordoglio al popolo ucraino per le criminali stragi di civili compiute dagli invasori e ha riconfermato il sostegno di Confindustria per la libertà e la sovranità dell’Ucraina.

Nella convinzione che occorra fermare l’uso della forza militare nel rapporto tra la Russia e tutti i popoli, europei e non europei. Il Presidente Bonomi ha poi sottolineato il ruolo economico dell’Ucraina nel mondo e gli effetti che il ritorno ad una condizione di pace avrebbero sulla crescita e il benessere dell’Ucraina e del suo popolo e di tutti i paesi interessati da relazioni con l’Ucraina.

“Come Confindustria, abbiamo creduto fermamente nella necessità di questi incontri con il governo dell’Ucraina – ha dichiarato il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi –. Ed è motivo per noi di grande orgoglio essere la prima associazione industriale ad aver espresso direttamente e di persona l’impegno delle nostre migliaia di imprese a sostegno di questo popolo. Si tratta di un’iniziativa assunta d’intesa con il governo italiano e in piena collaborazione con l’Ambasciata d’Italia in Ucraina. A tal proposito, voglio esprimere la nostra riconoscente gratitudine all’Ambasciatore Pierfrancesco Zazo, che ha fin da subito condiviso lo spirito più autentico di questa missione per la difesa dei valori di libertà e democrazia come basi per lo sviluppo di ogni economia”.

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