Albania: la riforma del mercato dei capitali porterà investimenti finanziari produttivi e trasparenti

La riforma del mercato dei capitali, varata dal governo della Repubblica d’Albania con il contributo di banca centrale nazionale, autorità di vigilanza finanziaria e istituzioni diplomatiche internazionali, favorirà, come già sta avvenendo ora, l’arrivo di investimenti monetari produttivi e trasparenti. In tal modo il risparmio, sia interno che di provenienza esterna, diventerà un motore acceleratore per promuovere condizioni di liquidità del capitale circolante e di patrimonializzazione di aziende e investitori industriali strategici e di filiera.

Questo è il principale messaggio veicolato dal prestigioso convegno internazionale svoltosi nella giornata di giovedì nella scenografia del Maritim Plaza hotel di Tirana – a inizio settimana sede del forum UE di cooperazione adriatico ionica – a conferma dello sviluppo esponenziale di un turismo congressuale di alta qualità istituzionale e di convergenza di tutti gli operatori di vertice delle amministrazioni europee e atlantiche competenti.

L’evento è stato organizzato specificamente dall’autorità della Repubblica d’Albania per la vigilanza sui mercati finanziari, dall’Ambasciata della confederazione Svizzera nel Paese delle Aquile e dalla delegazione regionale della Banca mondiale world Bank. La cooperazione elvetica in Albania sta svolgendo un riconosciuto ruolo di snodo centrale nella agevolazione processi riformatori innescati dal governo Rama e dalle istituzioni albanesi indipendenti nei vari ambiti finalizzati al miglioramento continuo dello Stato di diritto e delle infrastrutture, materiali e giuridiche, funzionali alla crescita della capacità attrattiva di capitali tracciabili e di progetti imprenditoriali meritevoli ai sensi degli ordinamenti europei.

La riforma del mercato dei capitali, che ha i propri centri di attuazione, coordinamento e informazione al pubblico nel Ministero dell’economia e delle Finanze, nella Banca centrale d’Albania e nell’autorità vigilante AMF, si colloca a tutti gli effetti tra gli asset infrastrutturali per consentire la finanziabilità di sistema sui progetti di adeguamento e ammodernamento del settore sia bancario che non bancario, preposto alla raccolta e gestione del risparmio e agli strumenti di erogazione e assistenza monetaria, e degli ambiti dell’economia reale chiamati, nella riorganizzazione aziendale, a differenziare gli strumenti di approvvigionamento delle risorse per la liquidità circolante e per il rafforzamento sui mercati industriali e commerciali.

La diversificazione delle modalità di attrazione dei capitali in Albania, e delle loro tipologie di destinazione e impiego all’investimento, diventa un fattore importante altresì per attenuare il rischio per il risparmiatore conferente, e in tale contesto l’educazione e l’informazione economico finanziaria, sia istituzionale che da parte dei singoli istituti autorizzati da Governo, banca centrale e AMF, sarà decisiva per fornire ulteriori incentivi.

A destra, il Governatore Gent Sejko con l’Ambasciatore svizzero in Albania. La politica monetaria della Banca centrale albanese è stata elogiata per i propri effetti sul rafforzamento del moneta nazionale Lek che ha in parte neutralizzato l’inflazione da import senza ostacolare il cammino di crescita dell’export made in Albania

Gli interventi che si sono susseguiti hanno visto avvicendarsi: Ervin Mete, direttore autorità di supervisione, Patrick Meier, Vice Ambasciatore svizzero, Emanuel Salinas, direttore regionale della Banca mondiale, Arben Ahmetaj, vicepremier, Delina Ibrahimaj, Ministra dell’economia, Gent Sejko, governatore della Banca centrale nazionale, Yan Sun, capo missione del Fondo monetario FMI.

Il dottor Ervin Mete, direttore esecutivo dell’autorità di vigilanza sui mercati finanziari d’Albania

Il prosieguo degli interventi si è caratterizzato per una esposizione dei rappresentanti di vari Paesi UE, dalla Slovenia alla Romania, dall’Austria alla Macedonia del Nord, con l’illustrazione dei rispettivi adeguamenti ordinamentali in tema di riassetto e armonizzazione dei rispettivi mercati dei capitali in ottica di integrazione continentale per offrire una “piazza sovranazionale” sicura e senza improprie barriere interne. Anche perché un buon assetto delle infrastrutture finanziarie è tale da affiancare le autorità di politica economica e di decisione della spesa pubblica nella condivisione di progetti di area vasta per la realizzabilità di asset e di servizi materiali comuni per l’industria, la mobilità, la logistica, il welfare system e i poli produttivi di distretto e di filiera.

L’editoriale di AZ

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