Legge salva debitori: l’importanza dell’educazione finanziaria per difendersi dai “presunti professionisti”

Norme nate con le migliori intenzioni ma che hanno finito con il fare proliferare una giungla di finti salvatori che promettono fondi europei che non arrivano mai o cancellazioni di esposizioni debitorie che invece si aggravano. Esiste dal 2012 una legge, conosciuta come legge Monti “salva suicidi”, che ha l’obiettivo di favorire procedimenti di esdebitazione – ossia di cancellazione di un pregresso debito fiscale o finanziario – ovvero di esdebitamento – cioè di cancellazione delle pendenze medesime già maturate. Una normativa che colloca l’Italia in una posizione tale da risanare un ritardo storico e culturale: fino al 2012, infatti, l’Italia era uno dei pochi Paesi a non offrire alcuna chance o possibilità di riscatto sociale a chi, per cause anche involontarie, fosse finito nel “girone” degli indebitati o peggio dei sovra-indebitati, termine tecnico quest’ultimo che indica le persone o le aziende vittime di una svalutazione patrimoniale o di un calo reddituale tale da non consentire più il ripiano dei debiti contratti all’interno di contesti originali più favorevoli.

La redazione delle Banche d’Italia ringrazia il collega ed eccellente vignettista Danilo Paparelli per il bellissimo e magistrale contributo dedicato al conferimento del Leone d’oro di Venezia alla Carriera del Professor Beppe Ghisolfi, riconoscimento che sarà materialmente assegnato venerdì 25 marzo nel capoluogo veneto

La legge, che più recentemente è stata integrata e fatta confluire all’interno del nuovo codice sulla crisi d’impresa (ma che continuerà a riguardare altresì e in ogni caso i privati cittadini consumatori) prevede in sostanza quattro modalità di estinzione ovvero di concreta e consistente riduzione dell’esposizione nel frattempo maturata nei confronti di istituti finanziari o esattoriali – erariali: l’accordo con i creditori a maggioranza qualificata del 60 per cento del credito; un piano del consumatore (quest’ultimo il debitore che concorda una rateizzazione dell’importo che è in condizione di ripagare); la liquidazione del patrimonio, al netto della somma necessaria a garantire la continuità del sostentamento del debitore e della sua famiglia; e, ultima casistica introdotta con la riforma avviata nel 2020, la totale estinzione del debito per incapienza (ossia per incapacità patrimoniale e reddituale) del debitore, accordata una volta sola nella vita dello stesso.

Mario Monti da Presidente del Consiglio introdusse la legge sulla seconda possibilità per i sovra indebitati

La normativa prevede una serie di procedure che attengono sia al merito soggettivo (la buona fede della persona) sia alle circostanze oggettive della maturazione del debito in questione. Le statistiche ufficiali mettono in evidenza che la pandemia nel biennio tra il 2020 e il 2021 ha causato un milione in più di poveri, con la conseguenza di un aumento esponenziale di insolvenze o di ritardi nel piano di restituzione delle rate di mutui o prestiti contratti in precedenza.

La legge 3 del 2012, e le sue successive modifiche e integrazioni che entreranno definitivamente a regime dalla fine del prossimo mese di maggio, rappresenta, in un contesto fondato sulla sua corretta applicazione, uno strumento per consentire il risanamento definitivo di situazioni finanziarie altrimenti insanabili – sebbene non per volontà del debitore – e il pieno reinserimento di quest’ultimo nel circuito lavorativo e produttivo dell’economia legale, ciò che in gergo tecnico si definisce riabilitazione.

Alcune procedure sono purtroppo molto onerose per chi voglia usufruirne, per questo nel corso degli ultimi dieci anni si sono moltiplicate le figure professionali e le offerte con le quali presunti professionisti si propongono sul mercato dei debitori esigendo parcelle con pagamento anticipato a fronte dell’impegno a presentare la pratica di esdebitazione o esdebitamento e a prescindere dall’esito finale della stessa.

Con un dato statistico finale impietoso: fatte cento le richieste di abbattimento o cancellazione del debito fiscale o finanziario in capo al malcapitato pagante, in media appena 27 vengono accolte dal giudice e 73 invece incorrono nel respingimento. Attenzione però: di questa 73, è stato appurato che una parte importante di esse avrebbe avuto i requisiti per essere accolta se solo fosse stata predisposta in maniera corretta e nel pieno rispetto scientifico delle procedure.

L’Italia, si sa, è un Paese di poeti, di santi, di navigatori; è anche un Paese di allenatori e di professionisti, veri o presunti, che pullulano e fioriscono in tutte le materie e in tutti i settori. Con il risultato che spesso si paga per un progetto che dovrebbe ottenere un finanziamento che invece non arriva; oppure per una richiesta di esdebitazione che invece viene respinta.

L’educazione finanziaria e la perfetta conoscenza della legge, verrà in aiuto per fare in modo che la sussistenza di progetti validi o di requisiti soggettivi e oggettivi reali sia premiata con una pronuncia di accoglimento doveroso ai sensi scientifici di legge. Il nostro giornale si occuperà di questi casi interpellando i veri professionisti dei settori coinvolti.

L’editoriale di A.Z

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