Resistenza sociale: in campo il pronto intervento antirincari, biglietti dei bus senza aumenti

Le misure contro le speculazioni e per il sostegno alle famiglie e alle imprese del trasporto pubblico locale illustrate a più riprese dalle ministre Delina Ibrahimaj, Frida Krifca e Belinda Balluku. Cento leke, pari a ottanta centesimi di euro per ogni litro di nafta, per risarcire le società di gestione del trasporto pubblico locale colpite dall’aumento del prezzo all’ingrosso dei carburanti d’importazione, scongiurando in tal modo penalizzazioni economiche a carico dei cittadini pendolari. Si tratta di una delle misure fiscali cardine rientranti nel pacchetto di resistenza sociale inaugurato dal Governo Rama con un impegno di spesa complessivo del controvalore di 235 milioni di euro.

Una cifra poderosa, in relazione alla consistenza demografica dell’Albania, e alla quale si affiancano ulteriori interventi a carattere non direttamente finanziario ma amministrativo con il rafforzamento dei poteri in capo all’autorità di garanzia della concorrenza e del mercato interno e con l’istituzione di due comitati di gestione inediti, uno dedicato al monitoraggio e all’amministrazione dei prezzi all’ingrosso e al dettaglio dei carburanti, l’altro finalizzato a prevenire spinte al rialzo e formazione di extra profitti indebiti in capo a chi importa e commercializza prodotti agricoli, alimentari e fattori produttivi necessari all’attività dei piccoli coltivatori diretti.

La ministra delle finanze, Delina Ibrahimaj, su un punto è stata chiara: l’imposizione indiretta, ossia l’IVA sui cibi, non verrà abolita, in quanto precedenti esperienze dimostrano che un simile provvedimento non favorisce una corrispondente e simmetrica diminuzione dei listini al dettaglio, ma al contrario porta a incrementare a dismisura ricavi e utili a solo beneficio degli intermediari commerciali.

Il solo argine efficace a ricondurre i prezzi nell’alveo della ragionevolezza è quello dei controlli, delle sanzioni contro gli speculatori – le quali potranno arrivare fino alla confisca dei quantitativi di grano – e dell’incentivo per le famiglie consumatrici a segnalare comportamenti e condotte scorrette.

La Ministra Frida Krifca, titolare del dicastero dell’agricoltura, ha informato di essere in costante consultazione con i colleghi dei governi degli Paesi della macroregione dei Balcani occidentali – va infatti ricordato che con Kosovo, Serbia e Macedonia del Nord sono stati siglati specifici accordi per la graduale unificazione dei mercati nei vari settori economici e amministrativi – in modo da attivare e fare scattare in qualsiasi momento azioni di solidarietà reciproca affinché gli approvvigionamenti di materie prime in campo rurale non subiscano restrizioni immotivate in relazione ai fabbisogni dei consumatori.

Uno specifico fondo di garanzia finanziaria avrà infine il compito di tutelare i commercianti dalle conseguenze economiche delle oscillazioni dei prezzi intermedi, affinché non si verifichino fenomeni di traslazione sugli acquirenti finali nella borsa della spesa.

L’editoriale di A.Z

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