Russia, default sventato: Mosca paga gli interessi passivi sul proprio debito pubblico e (tanto per cambiare) dà la colpa agli americani

Per adesso il default è sventato; e gli interessi passivi, corrispondenti al totale di due cedole su titoli sovrani denominati in dollari USA, risultano essere stati onorati nell’ultimo giorno utile prima di entrare nel mese di “grazia o tolleranza”. In altre parole, quest’ultimo è il periodo di tempo entro il quale tecnicamente lo stato di insolvenza strutturale non può essere dichiarato dai creditori internazionali prima dello scadere di ulteriori trenta giorni.

Il ministro delle finanze del governo di Putin ha dichiarato che, per il totale convenuto di 117 milioni di dollari, l’ordine di pagamento è stato autorizzato e dovrebbe andare a buon fine presso la Citybank di Londra. Eventuali disagi sul piano degli accrediti effettivi, ossia dell’arrivo a destinazione degli importi, secondo l’esponente dell’esecutivo della federazione Russa, sarebbero ascrivibili alle restrizioni volute dall’amministrazione federale statunitense per limitare e restringere i margini di manovra di Mosca sui mercati finanziari mondiali. Dichiarazione ovviamente di parte, poiché, è ascrivibile allo stesso Putin la volontà di consentire ai debitori russi il pagamento in rubli delle proprie esposizioni verso l’estero, come contro-sanzione ai danni dell’Occidente.

Adesso, l’attenzione degli analisti è puntata sulle prossime, ravvicinate scadenze che riguardano il rimborso delle rate di capitale del debito statale nominato sempre in dollari americani, per cifre dunque ben più elevate: 359 milioni entro il 31 marzo e 2 miliardi subito dopo, il 4 aprile. In considerazione del declassamento operato dalle agenzie di rating, in maniera unanime, dopo l’invasione dell’Ucraina, basterebbe il solo ingresso o scivolamento del piano di ammortamento delle obbligazioni sovrane russe nel periodo di grazia, per sancire ufficiosamente la inaffidabilità del governo putiniano. Il tutto con l’auspicio, da parte dell’intera comunità occidentale (e non solo), che per quelle date sia già stata firmata, in maniera formale ed effettiva, la Pace.

Il default della Russia venne dichiarato dai creditori esteri in precedenza nel 1918 dopo la scelta politica di Lenin, appena assurto al potere, di non riconoscere le obbligazioni contratte dal precedente regime zarista; mentre ottant’anni dopo, sotto la presidenza Eltsin – padrino politico di Putin – il dissesto venne decretato per l’esposizione debitoria interna.

L’editoriale di A.Z

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...