Italia, Draghi mette in soffitta l’emergenza Covid (e il green pass)

Il Governo italiano sembra essere ben consapevole delle gravi ripercussioni che il terribile conflitto innescato da Putin contro l’Ucraina produrrà a danno dell’economia turistica oltre che delle famiglie e imprese dipendenti dalle forniture energetiche e agricole d’importazione. Per questo motivo, era molto attesa la conferenza stampa con la quale il Premier Mario Draghi, in maniera congiunta con il ministro della Salute Roberto Speranza, ha comunicato ai rappresentanti dei mass media l’approssimarsi della conclusione dello stato di emergenza sanitaria alla fine del corrente mese di marzo.

Di conseguenza, il deliberato stato di emergenza umanitaria, valevole sino al termine del 2022, non avrà alcun impatto sulle libertà interne ma servirà unicamente a semplificare le procedure occorrenti a garantire le forniture e gli interventi di protezione civile a favore delle popolazioni ucraine costrette alla fuga dalla barbarie delle milizie di Putin.

Il Premier Draghi ha inoltre comunicato che il comitato tecnico scientifico insediato dal predecessore Conte all’inizio dello shock pandemico globale verrà sciolto, e al suo posto entrerà in funzione una struttura che si occuperà di monitorare le dinamiche del coronavirus dal dicastero della sanità: si torna pertanto a un sistema di ordinaria gestione delle problematiche sollevate dall’epidemia.
Il Premier e il ministro hanno spiegato che a tale risultato si è arrivati grazie allo spirito di sacrificio e di collaborazione della cittadinanza che ha consentito di centrare obiettivi di copertura vaccinale della popolazione ai quali sono andati gli elogi della comunità europea e internazionale.

Diverse sono tuttavia le tempistiche in base a cui ci potremo congedare dal green pass nelle varie versioni base e super: il mese di aprile vedrà infatti un residuo di coesistenza di questi due strumenti per l’accesso a luoghi di lavoro e pubblici esercizi, salvo poi decadere a decorrere dal primo maggio.

All’interno della composita maggioranza di governo, la componente della Lega salviniana premeva affinché l’addio al passaporto vaccinale fosse anticipato alla vigilia del ponte pasquale, quindi alla metà di aprile. In parallelo, palazzo Chigi e i tecnici della Salute hanno lavorato per semplificare le procedure e i vincoli all’ingresso in Italia da parte del turismo internazionale, sebbene rimangano tutte le incognite – fin da ora stimate a livelli economicamente pesanti – connesse alle sfavorevoli ricadute miliardarie degli scenari di conflitto a est della UE.

A.Z

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