Care materie prime, ritorno alla realtà: Giorgetti annuncia lo scostamento di bilancio

L’Italia sta pagando in termini comparativi il conto in assoluto più salato nel contesto dei Paesi UE, i margini tuttora ammessi da Bruxelles e da Francoforte nei nostri confronti devono essere utilizzati adesso e senza gradualismi. Il ministro leghista Giancarlo Giorgetti, che in quanto titolare del MISE accorpa lo storico dicastero dell’industria, ha infine preso atto che la caratteristica fondamentale dell’Italia come Paese trasformatore delle altrui materie prime (e anche di materie prime-seconde, per via di un malinteso ambientalismo), da punto di forza si è tramutato in fattore di vulnerabilità strutturale.

Copertina del nuovo bellissimo libro di Beppe Ghisolfi

Il collega di governo e senatore dei 5 stelle Stefano Patuanelli, che è stato il predecessore di Giorgetti al MISE ma si ritrova con problemi analoghi alla guida del dicastero delle politiche agricole, ha riconosciuto l’urgenza di affrancare il nostro Paese dall’eccessiva dipendenza estera sul versante cerealicolo, mangimistico e dei prodotti fertilizzanti. Il capo della delegazione della Lega, una delle personalità più in confidenza con il premier Mario Draghi, ha aperto finalmente, così, alla possibilità di utilizzare lo scostamento di bilancio: una manovra, quest’ultima, non soltanto necessaria ma addirittura a rischio di essere fuori tempo massimo in considerazione dello stato di pre-crisi in cui si trovano centinaia di migliaia di famiglie e di micro e piccole imprese (due soggetti non di rado coincidenti e sovrapposti per dinamiche patrimoniali) che erano riuscite, durante la pandemia del 2020-2021, a evitare lo scivolamento al di sotto delle soglie di indigenza o la cessazione definitiva dell’attività. Adesso però, complice il ritorno alla fiscalità ordinaria, la venuta meno della tregua tributaria e le oscillazioni al rialzo incontrollato su energia e materie prime, la capitolazione rischia per quegli stessi soggetti di essere ineluttabile.

Il Pnrr – che peraltro dovrà essere riscritto in quanto numerosi investimenti saranno decurtati in termini reali dal maggiore costo dei fattori produttivi da acquisire – genererà effetti soltanto di medio lungo periodo sul fronte della diversificazione degli approvvigionamenti e della creazione di poli e filiere autenticamente nazionali nell’offerta di materie prime su energia, costruzioni e alimentare; nel frattempo, dovranno essere salvaguardate le attività familiari e aziendali, e ciò potrà essere fatto con uno scostamento di bilancio che utilizzi appieno quel che rimane del quantitative easing della Banca centrale europea – di recente ancora confermato dalla presidente Christine Lagarde sino alla fine del terzo trimestre di quest’anno – e le possibilità di manovra sul deficit autorizzate nuovamente per quest’anno dalla commissione Europea di Bruxelles.

La redazione delle Banche d’Italia si congratula con il collega e brillante vignettista Danilo Paparelli per lo splendido ritratto dedicato al Banchiere scrittore Beppe Ghisolfi e al nuovo best seller Abbecedario da questi redatto. In tempi in cui grandi e gravi emergenze globali ci richiamano alla realtà, e alla necessità di una sempre maggiore e costante educazione finanziaria diffusa, la grande letteratura fiabesca e umoristica ci offre i migliori strumenti per affrontare da Manuale la vita e l’economia reale.

Il fiscal compact e il trattato di Maastricht sono infatti destinati a rimanere sospesi per un periodo di tempo che comprenderà molto probabilmente il 2023 oltre all’anno in corso.
Senza considerare che l’industria meccanica e chimica e il settore agroalimentare italiano fanno parte di una filiera europea e occidentale contrassegnata da molte situazioni di interdipendenza dove l’apporto manifatturiero del nostro Paese è fondamentale per molte altre Nazioni, in Europa e non solo.

L’editoriale di A.Z

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