Embargo russo, turismo in rosso: a pagare le sanzioni anti-Putin sarà anche l’industria turistica italiana, minori incassi per 20 mln di euro in appena un bimestre

Molti tour operators stanno facendo i conti con le cancellazioni delle prenotazioni in alberghi e ristoranti per il periodo da qui alla ricorrenza della Pasqua ortodossa del prossimo 24 aprile. Doccia fredda altresì per i negozi del circuito del tax free shopping. Lo aveva evdenziato con chiarezza il cancelliere europeo della WOA – l’organizzazione mondiale degli Ambasciatori per la Pace – cavalier Giuseppe Prete: se non saranno focalizzate a colpire miratamente gli interessi del regime putiniano, le sanzioni contro la Russia come tale rischiano di venire pagate dai cittadini. E così rischia di accadere, stando ai primi terribili dati messi a disposizione da AssoTurismo e dagli esercizi commerciali del circuito Tax free shopping.

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Se sul piano delle vendite dirette estere del Belpaese verso Mosca, in termini percentuali si parla dell’uno e mezzo per cento del totale delle nostre esportazioni, essendo quel mercato sì vasto geograficamente però pur sempre di nicchia per quanto riguarda le categorie socio-economiche in condizioni di ordinare i prodotti del made in Italy, il discorso cambia se lo si analizza dal punto di vista delle relazioni turistiche in entrata nel nostro Paese.

AssoTurismo, importante federazione associativa di tour operators e pubblici esercizi, ha calcolato che, soltanto con riferimento all’arco temporale del bimestre marzo-aprile appena iniziato, decisamente strategico poiché riguarda i preparativi per la molto sentita ricorrenza della Pasqua ortodossa, i minori incassi per alberghi e ristoranti saranno di circa 20 milioni di euro: cifre di assoluto rispetto per un settore, quello ricettivo, che non si era ancora del tutto ripreso dallo shock del lockdown totale del 2020 e che stava adesso confrontandosi con la tempesta perfetta della stangata energetica destinata ad aggravarsi ulteriormente assieme all’embargo disposto dall’Occidente contro il regime di Putin.

Vittorio Messina presidente AssoTurismo
L’allarme si estende agli esercizi commerciali appartenenti al circuito del Tax free shopping, che aveva una fonte di entrata importante dagli avventori di nazionalità russa e ucraina, i quali nel corso di un anno acquistavano in Italia beni e servizi per uno scontrino medio equivalente che variava da 1000 a 1200 euro, soprattutto nei negozi delle aree retail attive nelle stazioni aeroportuali. Le cui inquietudini vengono ora condivise dalle compagnie aeree: nella sola Emilia Romagna, la cui riviera era decisamente rinomata dai turisti degli Urali, si conteggiano che 300.000 passeggeri mancheranno all’appello nel caso il conflitto internazionale dovesse protrarsi e con esso le doverose sanzioni inflitte a Mosca.

L’editoriale di A.Z

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