Scoppierà la guerra del pane? Panifici e consumatori anche in Albania chiedono compatti interventi per ridurre la dipendenza dalla Russia

Sebbene la Repubblica d’Albania abbia da decenni diradato i propri rapporti politici geostrategici con la federazione Russa, su un aspetto di vitale rilevanza – in comunanza con la quasi totalità dell’Europa – non ha potuto arretrare: nella dipendenza da Mosca per quanto riguarda l’approvvigionamento del prodotto cerealicolo grezzo necessario alla produzione del pane soprattutto artigianale e all’approntamento dei mangimi per gli animali da allevamento. In relazione alla voce dei beni alimentari da forno, quelli che oggi in forma più diretta stanno a cuore al portafoglio delle famiglie consumatrici finali all’atto di riempire la borsa della spesa, dall’associazione albanese degli importatori di grano e frumento gli addetti ai lavori fanno sapere che il Paese balcanico ha riserve utili per fare fronte al fabbisogno dei prossimi tre mesi, un arco di tempo entro il quale sperabilmente il tragico conflitto russo ucraino dovrebbe in via definitiva rientrare (sebbene le sue conseguenze saranno purtroppo tangibili anche oltre).

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Purtuttavia, questo margine di novanta giorni deve essere utilizzato per diversificare fin da subito i canali di fornitura della strategica materia prima agricola, al fine di contrastare manovre speculative sul mercato delle commodities e di favorire la stabilizzazione dei prezzi. Mentre nel contesto dell’Unione Europea, i mercati di approvvigionamento alternativi sarebbero Francia e Germania, al di fuori della UE gli interessi sono rivolti verso il Canada, ma in quest’ultimo caso occorre mettere in conto i costi legati al trasporto di lunga gittata.

In parallelo, i fondi per lo sviluppo rurale molto rilevanti destinati all’Albania da Bruxelles dovranno essere utilizzati per incentivare un ritorno ai campi e aumentare il numero di aziende e di addetti impegnati nel settore cerealicolo, in maniera tale da creare filiere corte sostenibili che assicurino l’autosufficienza dell’offerta rispetto alla domanda di prodotti da forno e in linea con il potere d’acquisto delle famiglie medie. Da questo punto di vista, in ragione di un grado di urbanizzazione che interessa in prevalenza solo i maggiori centri del Paese, le aree coltivabili o che possono essere economicamente riconvertite verso tale tipologia di coltura, sono di estensione relativamente consistente.

La Ministra del governo Rama alle politiche agricole, Frida Krifca, ha annunciato oltre 26 milioni di euro solo per quest’anno a favore dei sostegni diretti al mondo agricolo, con un focus incentrato sull’abbigliamento dei costi di produzione e sulla riduzione delle tasse per incentivare il consorziamento degli imprenditori rurali

Si calcola che il 75 per cento del grano utilizzato per la panificazione in Albania provenga dalla Russia, e nelle scorse ore al porto di Durazzo è approdata, con un carico di oltre 3000 tonnellate (pari all’uno per cento delle importazioni di settore merceologico dello scorso anno), l’ultima nave ammessa dalla federazione Russa prima dell’entrata in vigore delle sanzioni internazionali contro il regime di Putin.

L’editoriale di A.Z

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