In Albania i depositi bancari di famiglie e imprese hanno superato i 10 miliardi di euro: adesso più educazione finanziaria

Le statistiche aggiornate messe a disposizione dall’istituto centrale di emissione, guidato dal rieletto governatore Gent Sejko, indicano una tendenza tuttora maggioritaria verso la liquidità, ma la perdurante inflazione potrebbe mutare lo scenario e accelerare sulla via di una sempre maggiore cultura finanziaria per la diversificazione dei portafogli. Il risparmio che si trova depositato presso gli istituti bancari in Albania ha superato, per la prima volta come consistenza totale, i dieci miliardi di euro. Una grandezza di sicura importanza per un’economia emergente come quella del Paese delle Aquile, con una popolazione residente di 2,8 milioni di abitanti e una comunità all’estero ancora più consistente.

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Il dato è stato messo in evidenza dalla Banca centrale con sede a Tirana, l’istituto di emissione facente capo al rieletto governatore Gent Sejko, in carica dal 2015 e al quale proprio di recente il Parlamento nazionale ha rinnovato la fiducia con un ampio voto trasversale.

Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco con il collega albanese Gent Sejko e con il Banchiere scrittore Beppe Ghisolfi unico rappresentante italiano nel Gruppo mondiale delle casse di risparmio: le Banche centrali hanno intensificato il proprio impegno a favore dell’inclusione finanziaria individuale e familiare come strumento per conseguire un maggiore benessere economico sociale, operando in raccordo con il settore degli istituti sia bancari che non bancari

Sulla crescita dello stock di risparmio depositato sui conti correnti, ha influito senza dubbio la pandemia con le annesse restrizioni alle attività economiche ordinarie e di investimento. Inoltre la politica monetaria locale, orientata ai bassi tassi di interesse per agevolare l’afflusso di credito alle aziende e ai consumatori, non ha incoraggiato i risparmiatori a effettuare investimenti in titoli sul medio e lungo periodo.

Gli scenari inflazionistici potrebbero però cambiare questi orientamenti, e indurre la Banca centrale a deliberare un aumento dei tassi che, a quel punto, tornerebbero a rendere appetibili i titoli espressi nella valuta locale del Lek. Lek che nel frattempo, in ragione del crescente afflusso di Euro e di dollari statunitensi dall’estero – in virtù delle rimesse monetarie delle famiglie residenti in altri Stati e della maggiore apertura internazionale del mercato dei capitali e degli investimenti industriali – si è andato rafforzando nei tassi di cambio, riducendo il costo delle importazioni e concorrendo all’aumento del valore dei depositi.

Il governatore Sejko, nel corso della propria audizione alla commissione per le finanze e le attività economiche del Parlamento, ha elencato le priorità del prossimo mandato pluriennale alla guida della Banca centrale, sottolineando tra esse l’accelerazione verso il completamento della strategia per l’educazione e l’inclusione finanziaria della popolazione: va aumentato il grado di bancabilità dei cittadini e creato un clima di fiducia e di incentivi e garanzie pubbliche sovrane per canalizzare parte della massa monetaria depositata verso la diversificazione dei portafogli familiari e verso investimenti informati nell’economia reale, così da ricavare una redditività contro l’erosione del potere d’acquisto e da sostenere i settori in espansione.

A.Z

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