Draghi promette fino a 7 miliardi contro il caro bollette, allarme Confesercenti: 50.000 attività rischiano la chiusura

Fondamentali un mix sapiente che unisca fondo perduto, prestiti a garanzia pubblica a lunga scadenza e indirizzi vincolanti “alla francese” nei confronti delle società energetiche a partecipazione pubblica. Il presidente del Consiglio Mario Draghi, incalzato dai partiti della sua stessa maggioranza oltre che dalle forze sociali e dai movimenti di consumatori, annuncia provvedimenti per un massimo di 7 miliardi. I quali però basteranno solo sino a fine giugno. Sette miliardi. È questo lo stanziamento massimo addizionale che il Premier Draghi si impegna a formalizzare e a rendere utilizzabile nell’immediato con l’obiettivo di impedire l’ulteriore lievitazione di bollette il cui impatto recessivo inizia fin da ora a evidenziarsi sui conti economici delle aziende, e quindi di molte famiglie considerato che in Italia 9 imprese su dieci sono a conduzione personale o al più familiare.

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Quello dell’esplosione inflazionistica dovuta ai listini di luce e gas (aggravata inoltre dalla circostanza che dal secondo dipende gran parte della produzione della prima) è la cronaca di un disastro annunciato, oltre che la dimostrazione di una manifesta inadeguatezza del livello politico a fronteggiare con lungimiranza quelli che erano gli scenari macroeconomici fin dall’inizio più prevedibili, ossia la spirale speculativa che subito dopo la progressiva riapertura delle attività industriali, dalla seconda parte del 2020 a oggi, si sarebbe abbattuta sul repentino rialzo della domanda di materie prime e di approvvigionamenti.

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Come avvenuto per i vaccini e i dispositivi di protezione individuale anticovid nella prima ondata pandemica, così la impreparazione delle istituzioni europee si è ripetuta sul capitolo energetico, che imponeva di procedere senza indugio a una cabina di regia unitaria coordinata da Bruxelles per negoziare prezzi calmierati, nel corso del primo lockdown sanitario, sulle forniture da Paesi terzi produttori e fornitori soprattutto di gas naturale.

Allarme: Patrizia De Luise, riconfermata Presidente di Confesercenti, ha esposto gli effetti a breve termine dei rincari delle bollette sul tessuto dei pubblici esercizi ancora alle prese con il riassortimento dello shock del primo lockdown del 2020

Ciò non è stato minimamente fatto, e ora il conto arriva in bolletta, con la conseguenza che la capacità di contenimento degli effetti diretti sulle cifre dovute da famiglie e aziende varia da uno Stato all’altro, privilegiando quei Paesi che, Francia in testa, hanno da alcuni decenni a questa parte avviato e messo a regime interventi strutturali di diversificazione delle fonti e di autoproduzione in regime di efficienza e di economicità.

L’Italia, alla quale mancano le condizioni di base dei vicini di casa d’oltralpe, può giocare sul piano delle azioni di Governo unicamente su tre fronti: ridurre la componente fiscale e parafiscale delle bollette (ovvero in alternativa prevedere in via eccezionale un credito d’imposta che le renda detraibili nelle dichiarazioni dei redditi Irpef familiari di questo e del prossimo anno); utilizzare il ruolo di azionista, di minoranza ma pur sempre strategico, dello Stato e degli enti locali per imporre, alle società energetiche partecipate, l’applicazione di tariffe calmierate al dettaglio per gli utenti finali sono alla fine del 2022; semplificare sul piano autorizzativo e della messa in funzione i progetti giacenti relativi alla realizzazione di impianti di termovalorizzazione, rigassificazione, fotovoltaici, idroelettrici e di estrazione di idrocarburi che potrebbero coprire una quota non piccola del fabbisogno nazionale.

Diplomazia energetica: il rapporto dell’Italia con l’Albania sarà sempre più fondamentale sotto l’aspetto energetico, poiché il gas naturale trasportato dal Tap arriva in Italia grazie ai 215 chilometri di tubazioni impiantate nel Paese delle Aquile

Non meno importante, è l’importanza della promozione e del rafforzamento delle relazioni di vicinato con Paesi storicamente e attualmente amici, come l’Albania di Edi Rama, dove si estendono 215 chilometri del gasdotto Tap che – collegati alle tubazioni offshore nel mare Adriatico – consentono di portare il gas naturale dell’Azerbaigian in Italia secondo una capacità annua di 4 miliardi di metri cubi elevabili a otto.

Il tempo non è il migliore alleato: la presidente nazionale di Confesercenti, la ligure Patrizia De Luise, ha calcolato che solo nell’ultima parte del 2021 il sovraccosto in bolletta per i pubblici esercizi è stato di 5 miliardi, e che quest’anno, paradossalmente se si pensa alle stime percentuali di crescita del prodotto interno lordo nazionale, sono a rischio fino a 50.000 partite Iva e fino a 250.000 posti di lavoro. Segnale che a contribuire alla ripresa del PIL sono i fatturati extra delle multiutilities, oltre ai volumi d’affari delle aziende esportatrici che però rappresentano solo una parte del totale della base imprenditoriale del Paese.

L’editoriale di A.Z

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