Dalle imprese meno domande di credito, ma di importo più consistente

Il barometro del CRIF mette in evidenza, dal 2020 al 2021, un numero di richieste minore, ma comunque sempre più alto del totale annuo ore covid. Il taglio unitario della somma oggetto di istanza alla banca supera i 100.000 euro e conferma l’appello di Antonio Patuelli, presidente ABI, a che i sostegni pubblici diretti e indiretti siano rinnovati e rinforzati per fare fronte a vecchie emergenze sanitarie e nuove incognite su energia e materie prime. Il barometro CRIF è da sempre un misuratore fedele del quadro di alta o bassa pressione che si riflette nei confronti del sistema imprenditoriale e dei suoi livelli di liquidità e di solvibilità. Leggerlo con attenzione significa comprendere le attese di politica economica che sarebbe auspicabile trovassero traduzione in specifici atti legislativi e amministrativi pubblici.
Il focus di CRIF è incentrato nel caso specifico sull’indirizzo assunto dall’evolversi dell’applicazione dei vari decreti cura Italia, liquidità e sostegni per quel che riguarda l’utilizzo del fondo di garanzia delle PMI, presso il Mediocredito centrale Banca del Mezzogiorno, nella fase di picco iniziale della pandemia e in quelle successive verificatesi nel 2021.

Messaggio promozionale: a febbraio esce il nuovo libro di Beppe Ghisolfi

Come ricordato in più occasioni dal Professor Beppe Ghisolfi, nel corso delle successive ondate di emergenza sanitaria le Banche, per quanto indirettamente supportate dal rafforzamento del fondo statale di copertura del rischio creditizio, hanno svolto di fatto un ruolo erogativo che in altri Paesi, europei e non solo, è stato messo in atto dai rispettivi governi nazionali con vigorosi interventi a fondo perduto. È normale, con tali premesse, che durante il 2020 la grande maggioranza delle richieste sia stata rivolta alla necessità di ricostituire quello che in gergo tecnico si chiama il capitale circolante, ossia tutto quanto serve a garantire l’integrità del magazzino, la remunerazione del lavoro e gli approvvigionamenti a prezzi non speculativi per poi collegarsi alla ripresa non appena questa torni a delinearsi.

Giovanni Sabatini è Direttore generale di ABI Associazione Bancaria Italiana

Le piccole imprese, a conduzione tradizionalmente individuale e familiare, sono state le prime ad allentare la richiesta di finanziamenti bancari, diminuita infatti di circa il 25 per cento (richiesta che faceva più che altro riferimento a prestiti unitari di taglio massimo da 25.000 o 30.000 euro, concedibili secondo una procedura accelerata per quanto pur sempre nel doveroso rispetto delle rigorose discipline in tema di attività istruttorie); altra dinamica andamentale ha riguardato le più strutturate società di capitale, le quali hanno espresso nel 2021 minori istanze, al confronto con il 2020, in misura del 7,5 per cento.

Il presidente di ABI Antonio Patuelli, al centro, tra il riconfermato Capo dello Stato Sergio Mattarella e il Consigliere WSBI (Gruppo mondiale Casse di risparmio) Beppe Ghisolfi

Sono quindi state presentate meno pratiche, ma di ammontare singolo più elevato, in media sopra i 100.000 euro per azienda richiedente. Per la precisione, poco più di 105.000 euro al confronto con il taglio unitario di 81.000 che aveva contraddistinto l’anno terribile dell’avvento del nuovo coronavirus. Questo significa, più semplicemente, che il tessuto imprenditoriale è tornato a investire rimettendo in moto impianti e forza lavoro a cui aveva garantito il capitale circolante nei dodici mesi precedenti. Le società di capitali sono tornate a richiedere intorno ai 140.000 euro, rispetto ai quasi 39.000 euro delle ditte individuali e familiari. Significativo rilevare come circa una micro impresa individuale su due (ossia il 44 per cento del totale) abbia richiesto unitariamente finanziamenti sotto la soglia dei 10.000 euro.

Maurizio Liuti, dirigente del settore comunicazione di CRIF corporation che ha presentato la ricerca del barometro sul credito alle MPMI

Relativamente al 2022, che cosa è lecito attendersi? Come spiegato dai dirigenti di CRIF, il rinnovo delle moratorie – in sintonia con quanto richiesto da ABI – contribuirà a mantenere molto contenuto il livello di rischiosità, mentre l’avvio esecutivo delle diverse linee di intervento dei fondi del Pnrr porterà gli istituti di credito a mettere a punto un ampio ventaglio di soluzioni di prestito utili a cofinanziare gli investimenti beneficiati dal piano di sostegni della commissione europea e del governo Draghi.

L’editoriale di A.Z

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...