L’inflazione? La subiamo, ma non sappiamo definirla

Paolo Savona, Presidente della Consob, lancia l’allarme sul livello ancora non sufficiente di educazione finanziaria dell’investitore italiano medio il quale, pur ignorando in un caso su due i concetti basilari del vocabolario della finanza, aumenta la propensione verso le criptovalute e le attività on-line. L’ex ministro del governo Conte 1 nella propria relazione annuale ha evidenziato in due i pilastri che sorreggono l’economia reale del nostro Paese: il risparmio e le esportazioni. Le famiglie prediligono tuttora accantonamenti in forma prevalentemente liquida, e per gli investimenti azionari e obbligazionari utilizzano la sottoscrizione di quote di fondi comuni.

Paolo Savona, ex ministro con Ciampi e con Conte, attuale presidente della Consob e autore del dossier annuale sulle tendenze del risparmio degli italiani

L’investitore italiano medio? Si conferma anzitutto un risparmiatore che ama la sicurezza della liquidità, ma che in maniera crescente è portato ad agire pur non essendo del tutto esattamente informato. Può sembrare un messaggio contraddittorio, ma non lo è: se infatti oltre 75 per cento – del campione interpellato dalla Consob per il rapporto annuale della Commissione nazionale per le società e la Borsa – si dichiara restio al rischio, di contro è proprio la carenza di educazione finanziaria a determinare l’assoggettamento involontario a quest’ultimo.

Così come una visione eccessivamente semplicistica, e non bene supportata dal punto di vista nozionistico e pratico, delle nuove possibilità offerte dalla finanza sul web, dal trading on-line, dal blockchain e dalle criptovalute comunemente identificate nei Bitcoin (che invece sono solo una delle tante tipologie di questo variegato mondo della moneta parallela).

Paolo Savona, a capo della Consob dopo avere svolto il ruolo di Ministro per le politiche europee nel primo governo Conte, ha fornito lettura analitica del dossier predisposto dalla Commissione che assolve al fondamentale mandato di assicurare la piena trasparenza informativa del mercato borsistico e delle transazioni azionarie tra le società quotate o quotande. Compito definito sempre più difficile dallo stesso Presidente, eppure irrinunciabile, perché una corretta governance della Borsa italiana, e delle imprese che si rivolgono alla medesima per capitalizzarsi, determina la scelta di un maggior numero di risparmiatori di affidare, tramite intermediari autorizzati, una parte della propria liquidità a sostegno del sistema aziendale attivo nel nostro Paese.

La crisi pandemica ha accresciuto il livello quantitativo del risparmio accantonato, ossia la quota di reddito disponibile né consumata né investita, e in parallelo ha aggravato la condizione di chi non è in grado di fronteggiare una spesa personale o familiare imprevista di mille euro poiché nel frattempo ha perduto il lavoro autonomo o dipendente di cui disponeva che gli procurava entrate correnti non accantonabili.

Il senatore del PSI Riccardo Nencini, Presidente della commissione istruzione e cultura di palazzo Madama presso cui è giacente all’esame il progetto di legge per l’introduzione obbligatoria dell’educazione finanziaria

Un’analisi che si incrocia con quelle pubblicate dal ministero del lavoro e dall’autorità nazionale per la luce e il gas, e dalle quali emergono lampanti i due fenomeni, interconnessi, della povertà lavorativa e di quella energetica. In pratica, anche laddove si riesce a trovare o conservare un impiego, la corrispondente retribuzione si colloca al di sotto della soglia reddituale indicata dall’ISTAT per evitare lo scivolamento verso una condizione di povertà relativa, e ciò aggrava la non possibilità di sostenere l’accresciuto onere e peso specifico delle bollette elettriche e termiche a cui il governo Draghi ha posto rimedio parziale con l’impegno a reperire fondi aggiuntivi (quelli necessari a stabilizzare le bollette ai livelli di metà 2021 sarebbero 30 miliardi, in pratica una manovra di stabilità annuale).

Questo scenario provoca l’aumento di una percentuale, ancora non maggioritaria, di persone che, sulla scorta di informazioni non approfondite e non scientifiche, tentano di percorrere le soluzioni connesse all’acquisto di criptovalute o al trading finanziario on-line, dove attualmente la Consob ha certificato un’esposizione superiore ai 130 miliardi di euro.
Il tutto si innesta sul risultato di un sondaggio che ha indicato che a tutt’oggi un risparmiatore su due non sarebbe in grado di fornire una risposta esatta a quesiti relativi per esempio alla definizione di rischio diversificato, di tasso di inflazione, di differenza tra interesse nominale e rendimento effettivo, sebbene quest’ultima nozione sia strategica per determinare l’effettivo onere del debito pubblico dello Stato, e quindi lo spread nei confronti dei BTP tedeschi, e il concreto ricavo del sottoscrittore dei titoli sovrani italiani.

Messaggio promozionale: a febbraio esce il nuovo libro di Beppe Ghisolfi

La prospettiva, come bene è stato tristemente evidenziato in un brillante editoriale del quotidiano Il sole 24 ore, è che il nostro portafoglio sia alleggerito dalla spirale inflazionistica, ma appesantito dall’azzardo delle criptomonete. Conoscere l’ABC delle parole chiave è, fin dal titolo, alla base della missione del bestseller numero 6 del Banchiere scrittore Beppe Ghisolfi dal titolo “collodiano” di Abbecedario – edizioni Aragno.

A.Z

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