Senza garanzie pubbliche molte PMI sarebbero andate in default

Il fondo gestito da Mediocredito centrale (Banca per il Mezzogiorno) per conto del Ministero dello sviluppo economico ha condotto un ruolo determinante in sinergia con il settore bancario al fine di assicurare la liquidità necessaria sia alle esigenze immediate di cassa, sia all’avvio dei piani di riorganizzazione e di efficientamento post-covid. Se non fosse intervenuto il Fondo di garanzia delle PMI, in forza della dotazione straordinaria introdotta dal governo Conte Gualtieri subito dopo l’arrivo della prima ondata pandemica nel marzo 2020 in Italia, molte aziende medio piccole sarebbero rapidamente andate in default, e soltanto quelle di grandi dimensioni – magari a fronte di riorganizzazioni non indolori – avrebbero avuto lo slancio per reggere il sisma economico sanitario globale.

La sede di Mediocredito centrale Banca per il Mezzogiorno

Le rilevazioni di Bankitalia e di Mediocredito centrale (Banca per il Mezzogiorno) non lasciano spazio a interpretazioni di tipo diverso. È un comunicato stampa del MEF, il ministero dell’economia e delle finanze a cui competono le coperture per il rifinanziamento del fondo di garanzia, a riepilogare numeri che, per la propria consistenza, esprimono cifre pari all’intera dotazione del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza portato al traguardo dal governo Draghi.

Ai sensi dell’ordinamento in vigore, il fondo nazionale incaricato di erogare le garanzie pubbliche sui prestiti approvati dai singoli istituti creditizi è attivo da oltre vent’anni – precisamente dal 1996: la sua missione è di consentire alle aziende, in possesso di credibili piani di sviluppo settoriale di mercato ma prive di corrispondenti coperture fideiussorie, di candidarsi ai necessari prestiti bancari senza dover sostenere diretti impegni aggiuntivi sul fronte patrimoniale.

Dalle prime fasi costitutive a oggi, con l’evolversi degli scenari di crisi e di criticità – divenuti sempre più insidiosi, ricorrenti e trasversali e meno prevedibili – la funzione del Fondo si è ulteriormente articolata e diversificata, e ciò per un motivo molto specifico e riferibile in senso stretto alla particolarità Italiana: la non possibilità, per il bilancio dello Stato, di assumersi l’onere di contributi in conto capitale al sistema imprenditoriale di entità pari a quella dei Paesi concorrenti dell’Italia; e la conseguente esigenza di fornire apporti di tipo indiretto che valorizzino il ruolo delle banche.

Il Professor Bernardo Mattarella, Amministratore delegato di Mediocredito centrale

Questo secondo aspetto si è in via definitiva esplicitato nel corso della prima e della seconda ondata pandemica del 2020, e potrebbe riproporsi con analoga intensità nel corso della prima parte del 2020 se la curva dei contagi restasse tanto sostenuta e protratta da imporre la reintroduzione di forti limitazioni alle attività economiche e sociali.

Pierpaolo Brunozzi, responsabile dell’unità di business e del consiglio di gestione del fondo nazionale di garanzia delle Pmi

Mentre le moratorie sulle rate di ammortamento dei prestiti già erogati risultano tutt’ora in corso per un totale superiore a 40 miliardi di euro, beneficiando soprattutto le famiglie dei lavoratori dipendenti e autonomi titolari di mutui per l’acquisto della proprietà abitativa, è il capitolo relativo al sostegno delle piccole e medie Imprese a fornire spunti riflessivi di sicuro interesse: dall’inizio dello stato di emergenza sanitaria a oggi, ossia nell’arco degli ultimi 21 mesi, le richieste di intervento, pervenute dalle banche al fondo nazionale di garanzia, hanno riguardato affidamenti per un totale di oltre 210 miliardi di euro, distribuiti su più di 2 milioni e mezzo di pratiche aziendali – di cui quasi la metà afferenti ai mini prestiti di taglio unitario fino a 30.000 euro – e il tasso di accoglimento delle domande è stato pari al 99 per cento. Un merito indubbio e indiscutibile che è stato rimarcato in più sedi TV – dall’Arena di Massimo Giletti all’Aria che Tira di Myrta Merlino e Francesco Magnani – dal Banchiere internazionale e scrittore Beppe Ghisolfi in qualità di ospite e opinionista richiesto da vari palinsesti televisivi nazionali sui temi delle politiche economiche e finanziarie di contrasto agli effetti recessivi dell’epidemia.

Il Banchiere Beppe Ghisolfi, come ospite opinionista in programmi TV di punta quali l’Arena di Massimo Giletti, ha sempre sottolineato il ruolo delle banche come soggetti attivi della politica economica nazionale

In parallelo, e in relazione ai grandi gruppi aziendali del Paese, nel 2020 è stata istituita una speciale garanzia affidata alla gestione di SACE, la società di assicurazione del commercio con l’estero, che con lo strumento di Garanzia Italia ha finora fornito copertura a prestiti per un ammontare complessivo superiore a 30 miliardi di euro assegnati a imprese con oltre 250 addetti e un fatturato annuo unitario sopra il miliardo e mezzo di euro, operanti in settori penalizzati dal covid e tali, per la propria ampiezza dimensionale, da coinvolgere un vasto indotto di PMI e di occupati indiretti.

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