Giacomo Matteotti, un uomo “Solo” contro il fascismo: una storia civile e morale italiana narrata da Riccardo Nencini

Il più recente romanzo dell’intellettuale e senatore del PSI ha ricevuto unanimi e autorevoli recensioni positive, tra le quali quella del Presidente dell’ABI Antonio Patuelli. Giacomo Matteotti aveva appena compiuto 39 anni quando venne rapito e assassinato dalla violenza dello squadrismo fascista. Era il 1924 ed egli si trovava da “Solo” a camminare sul Lungotevere di Roma; qualche giorno prima, alla Camera dei deputati, aveva pronunciato, sfidando apertamente e frontalmente Mussolini, il drammatico discorso sui brogli e sul clima intimidatorio che aveva inquinato il risultato elettorale delle Politiche di quello stesso anno vinte dal partito nazionale fascista. Il culmine di uno scontro cominciato molto tempo prima tra Matteotti e il Duce, con il primo nel ruolo di incessante oppositore del secondo.

Riccardo Nencini e Antonio Patuelli

Matteotti, punto di riferimento del socialismo democratico italiano, è il protagonista del più recente lavoro editoriale dell’intellettuale e Senatore del PSI Riccardo Nencini, autore di un libro storico e biografico che assume i ritmi avvincenti e coinvolgenti di un romanzo dal grande valore civile e morale, oltre che di straordinaria attualità in merito all’importanza della necessità di custodire il bene, sempre fragile e mai scontato, della democrazia come radice delle libertà individuali e sociali.
Riccardo Nencini ha svolto un accurato lavoro di ricerca sul profilo umano di Matteotti che ne spiega la passione politica per la verità e per la trasparenza dei processi elettorali, parlamentari e istituzionali.

Giacomo Matteotti

Innumerevoli, unanimi e prestigiose le recensioni e i giudizi favorevoli nei confronti di questo libro edito da Mondadori e che ha incontrato, fra gli altri, l’autorevole parere positivo espresso da Antonio Patuelli, Banchiere e riconfermato Presidente dell’Associazione bancaria italiana ed egli stesso giornalista e scrittore di grande cultura liberale: “Matteotti – ha ricordato Patuelli durante il convegno di presentazione dell’opera editoriale alla Camera dei deputati – fu “Solo” in quel tragico giorno sul Lungotevere romano, quando si consumò il suo sequestro, atto senza precedenti nella storia politico istituzionale italiana. Allo stesso tempo, tuttavia, Giacomo Matteotti non fu “Solo”, poiché alla Camera trovò il sostegno di Amendola, che fu vittima come lui del violento linciaggio verbale da parte di Mussolini. E come Amendola, così Piero Gobetti si schierò in maniera intellettuale e convinta dalla parte di Matteotti elogiando il suo profilo di oppositore del capo fascista nel merito dei temi economici e finanziari. La storia umana, civile e morale di Matteotti, ripresa nel libro di Nencini, deve tornare di attualità per gli insegnamenti che può trasmettere ancora oggi, e perché non si dimentichi mai che il linciaggio verbale e la violenza morale possono rappresentare il preludio della violenza fisica”.

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