Italia – Albania: una sinergia umana e cooperativa che vige da secoli

Nel nostro Paese, nelle regioni del Mezzogiorno, sono numerose le realtà municipali che, fin dal propri nomi e segnali toponomastici, racchiudono la storia multisecolare delle migrazioni da oltre Adriatico. Migrazioni che hanno dato vita alle comunità Arbereshe (letteralmente: i figli delle Aquile) concentrate principalmente, anche se non esclusivamente, nelle regioni della Puglia, della Calabria, della Sicilia, senza dimenticare le testimonianze tuttora presenti in Campania, in Molise e in Abruzzo.

Legami binazionali che in epoca contemporanea, nella prima parte del Novecento, si svilupparono di nuovo con una certa vitalità nel periodo della presenza italiana in Albania durante il regime fascista, salvo poi riattivarsi in direzione inversa, ossia dall’Albania nella direzione dell’Italia, nel 1991, nei mesi terribili del crollo irreversibile della dittatura comunista stalinista nel Paese balcanico, allorquando centinaia di famiglie italiane, del nostro Sud e non soltanto, accordarono ospitalità ai profughi e agli sfollati in fuga. Il ruolo degli Arbereshe fu fondamentale, come testimoniano i filmati e i documentari dell’epoca, al fine di favorire – a partire dal piano linguistico – la reciproca comprensione dei due Popoli.

Da quel momento in avanti è stato un susseguirsi di interscambi di segno culturale tradottisi poi sul parallelo piano delle opportunità turistiche e commerciali vicendevoli. Relazioni fruttuose che dal Sud si sono estese al Nord Italia fino al Piemonte, con patti di amicizia culminati per esempio nella intitolazione, a Lezha, di una via centrale dedicata alla memoria dei due grandi industriali della Nutella Michele e Pietro Ferrero e nella scelta di un gruppo di imprenditori, facenti capo alla Confedes di Ivano Tonoli, di designare sempre a Lezha, città portuale punto di ingresso nell’Albania del Nord, la sede di un parco industriale made in Italy integralmente finanziato con i fondi bancari europei del piano Juncker. Gli eventi organizzati con l’ospitalità accordata dal Banchiere internazionale e scrittore Beppe Ghisolfi, hanno svolto in tali operazioni un ruolo di primo piano.

Lezha, più recentemente, è stata al centro di un ulteriore e più che simbolico momento di solidarietà in Tirana, quando il sindaco del Comune pugliese, di radici Arbereshe, la città di Casalecchio di Puglia guidata dalla giunta municipale di Noè Andreano, ha consegnato al Comune di Lezha, dal 2019 brillantemente governato dal primo cittadino Pjerin Ndreu, un assegno di oltre 6000 euro: frutto della solidarietà della piccola ma dinamica comunità degli Arbereshe pugliesi, per concorrere al piano di ricostruzione sociale e materiale dei luoghi d’Albania colpiti dal drammatico sisma del 2019. Alla cerimonia di consegna dell’assegno hanno preso parte, assieme ai vertici delle due amministrazioni cittadine, i vertici della Caritas albanese e del gruppo fieristico Klik Expo. Lezha si trova citata inoltre nel best seller di Beppe Ghisolfi dal titolo Visti da Vicino, edizioni Aragno di Savigliano.

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