Chi ha ucciso la satira? La risposta nel nuovo libro di Aliberti Gerbotto

Serata d’onore questo venerdì a Saluzzo per la presentazione dell’ultima, in ordine di tempo, creazione romanzesca di Gian Maria, “Delitto nel Vescovado”, con al tavolo dei relatori le vittime illustri degli “omicidi di fantasia” protagonisti del precedente racconto e dell’attuale: il Banchiere internazionale e saggista finanziario Beppe Ghisolfi e il Vignettista e “uomo di mondo” Danilo Paparelli. Sono altresì intervenuti il Presidente della CRT Giovanni Quaglia e il Vescovo di Saluzzo Cristiano Bodo.

Parafrasando una canzone tormentone del 1992 degli 883, verrebbe da chiedersi: “Chi ha ucciso la satira?”. A fornire la risposta, sarà lo scrittore Gian Maria Aliberti Gerbotto con la propria più recente opera letteraria gialla dal titolo “Delitto nel Vescovado” che è stata presentata in anteprima assoluta a Saluzzo nella sala conferenze del popolare locale Interno 2 nel cuore storico medievale della città dei Marchesi ai piedi del gigante di pietra del Monviso.
Pubblico delle grandi occasioni, che ha decretato rapidamente il tutto esaurito, e tavolo dei relatori a dir poco eccezionale, con la contestuale presenza delle “vittime eccellenti” del racconto attuale, il vignettista Danilo Paparelli, e della storia precedente, il Banchiere internazionale e scrittore Beppe Ghisolfi che nel 2020 venne travolto dalla “Piena assassina” e che questo venerdì ha svolto il ruolo di conduttore dialogico e brillante dell’evento letterario.

Evento che ha registrato l’intervento di plaudente saluto di Giovanni Quaglia, il banchiere di Genola e Presidente emerito della provincia di Cuneo oggi al vertice della fondazione cr Torino, e il messaggio augurale di Monsignor Cristiano Bodo, il vescovo che nel romanzo è chiamato a risolvere la vicenda dell’assassinio resa ancora più intricata dalla circostanza che esso si è consumato proprio nello studio del religioso, dove Paparelli era stato convocato in seguito a una vignetta satirica relativa all’alto prelato. Il lavoro di Gian Maria Aliberti Gerbotto è stato coralmente ed unanimemente elogiato per la sua capacità di abbinare persone reali, autentici Vip e ambasciatori del territorio, a vicende inventate e surreali il cui intrico permette, nella necessità di ricercare il maggior numero di indizi e di testimonianze, di esplorare località e luoghi rinomati e di colloquiare con personaggi realmente esistenti nella provincia Granda, nel Piemonte e nella vicina Liguria. In tal senso, l’impegno letterario dell’autore svolge un ruolo di promozione e valorizzazione di area vasta e di vetrina a fini turistici del complessivo territorio ricompreso nelle Alpi marittime. Aliberti Gerbotto, da sempre proteso a collegare il lavoro di scrittore con attività di segno altruistico e solidale, ha inteso dedicare il proprio libro alla commossa memoria collettiva di “due amici specialissimi, la collega giornalista Alessandra Witzel e il fonico Rai Roberto D’Atri vittima del maledetto covid e con il quale ho condiviso diverse dirette dal festival di Sanremo” .

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