Dal freddo “Made in Italy” nuova energia all’agrobusiness Adriatico italo-albanese

Ampie prospettive dalla tavola rotonda organizzata da Confindustria Albania e Ambasciata d’Italia a Tirana con il contributo operativo dello studio Eon. SE Ambasciatore Bucci: in Italia il valore aggiunto del settore agroalimentare supera i 200 miliardi di euro, e in tale contesto i due distretti del freddo valgono un miliardo di euro. Il ministero dell’agricoltura e dello sviluppo rurale della Repubblica d’Albania annuncia uno stanziamento di oltre 18 milioni di euro per la sicurezza alimentare.

Il grande freddo italiano è pronto, fin da ora, a scaldare e rendere assolutamente concrete le prospettive dell’agroalimentare adriatico che ha in Albania, dal punto di vista della disponibilità di risorse agricole e ambientali, una punta di diamante e un fiore all’occhiello dal punto di vista delle possibilità di interazione e di ulteriore avvicinamento e accorciamento di una filiera di fatto unità dal mare tra i nostri due Paesi. Se ne è discusso nel corso della ristretta e molto qualificata tavola rotonda istituzionale svoltasi a Tirana, nella sala Antigonea del Grand hotel Rogner, a cura di Confindustria e Ambasciata d’Italia, con il sostegno collaborativo dello studio Eon.

La venuta meno del lockdown sanitario del 2020, che aveva causato un temporaneo calo, ha avuto come conseguenza il rapido recupero delle posizioni precedenti e anzi un superamento e miglioramento strutturale dei numeri delle stesse. La Delegazione diplomatica italiana è stata rappresentata da SE Ambasciatore Fabrizio Bucci e dal nuovo Direttore dell’ufficio Commerciale Dottor Stefano Salmaso, il quale ha altresì coordinato i lavori della giornata. Il dottor Bucci, in carica da inizio 2020, ha evidenziato che l’evento si colloca nel contesto della settimana della cucina italiana nel mondo promossa dal nostro ministero degli Affari esteri, a conferma della unitarietà di fatto della complessiva filiera colturale, industriale, logistico-infrastrutturale e commerciale culminante nel prodotto finale che approda su bancarelle, scaffali al dettaglio e tavole.

Il fatturato totale dell’agroalimentare tricolore vale 210 miliardi di euro, ha ricordato l’Ambasciatore, e in questo ambito i due distretti del freddo, situati rispettivamente in Piemonte a Casale Monferrato e in Veneto, esprimono un valore investito di un miliardo di euro, ribadendo il ruolo dell’Italia come Paese ad alta vocazione tecnologica nel settore della conservazione alimentare e della refrigerazione, rivelatosi strategico altresì per il settore medicale e farmaceutico (si pensi agli stock vaccinali) oltre che primariamente per il Food. Dai lavori della conferenza è emerso altresì il ruolo di un’altra strategica Regione del Nord, la Lombardia, sede di importanti realtà industriali nel settore della fabbricazione di impianti frigoriferi.

La catena del freddo, e la rilevanza dell’aspetto relativo alla continuità di temperature mai superiori a meno 18 gradi, assume una funzione vitale in considerazione della particolare situazione infrastrutturale e dei collegamenti all’interno dell’Albania e della macro regione balcanica occidentale, e di questa con il nostro Paese che si pone altresì come porta d’ingresso nel mercato dell’Unione Europea regolato da un sistema di abilitazioni e certificazioni molto articolato e di raccomandazioni che stanno iniziando a trovare primi recepimenti importanti altresì nel Paese delle Aquile bisognoso e determinato ad accrescere le proprie quote di esportazioni di cibo e bevande verso i mercati della UE. In tal senso, in rappresentanza del ministero albanese delle politiche agricole e dello sviluppo rurale e della Ministra Frida Krifca, è intervenuta la Vice Ministra Ermira Gjeci, la quale ha annunciato lo stanziamento, in sede di bilancio di previsione statale per il 2022, lo stanziamento di oltre 18 milioni di euro a favore della sicurezza alimentare e il potenziamento dei servizi ispettivi e veterinari.

In tema di inserimento delle raccomandazioni europee nell’ordinamento locale, secondo un principio di gradualità e progressività, la dottoressa Silva Mana dello studio partner Eon ha sottolineato la valenza imprescindibile della formazione professionale di tutti gli operatori, istituzionali, pubblici e privati, per una corretta gestione delle procedure e dei percorsi finalizzati alla candidatura e al rilascio delle certificazioni di sicurezza e igiene, che necessitano di una fase di incentivi alle aziende locali per eliminare le tassazioni occulte e mantenere prezzi ragionevoli e accessibili al crescente pubblico di consumatori autoctoni e di turisti enogastronomici.

Sul versante infrastrutturale, il dottor Salmaso ha ricordato come il ruolo italiano nei confronti dell’Albania si stia accrescendo sul fronte del rafforzamento infrastrutturale oltre che dei sistemi orientati alla lunga conversazione dei prodotti: sarà proprio un gruppo aziendale Italiano, la Inc di Torino (Piemonte), a realizzare il progetto di riattivazione della linea ferroviaria Tirana – Durazzo, la quale sarà totalmente decisiva per interconnettere l’aeroporto internazionale “Madre Teresa di Calcutta” (collocato tra le due città) e il porto durresino che si appresta ad accogliere gli importanti investimenti arabi e si caratterizza fin d’ora per essere la principale base marittima mercantile dell’Adriatico lato Balcani.

Il parterre della tavola rotonda è stato completato dalla direttrice generale di Confindustria Albania, Gerta Bilali, dal Consigliere delegato al settore agroindustriale Dritan Bellaj, e dai rappresentanti di vertice degli uffici governativi della Repubblica d’Albania preposti alle verifiche igienico-veterinarie e al rilascio delle certificazioni ai sensi delle normative nazionali, nel quadro della sfida di un sempre più stretto coordinamento delle stesse con le omologhe leggi degli Stati della UE.

L’educazione alimentare dei consumatori finali, i quali hanno diritto alla corretta informazione degli ingredienti e al giusto prezzo di acquisto dei cibi certificati, e la formazione tecnica e tecnologica dei produttori e dei dirigenti delle autorità pubbliche vigilanti e abilitanti, sono i tre anelli di una catena che deve mettere in sicurezza un mercato dai numeri e dalle opportunità crescenti. Nella passata legislatura albanese, il governo Rama si è distinto per il varo della normativa semplificata per il riconoscimento dello status di Esportatore, con prime conseguenti fondamentali. Il magazine “Le Banche d’Italia” ha seguito il merito dello svolgimento dei lavori.

A.Z

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