Ghisolfi: le Casse di Risparmio lavorano in tutto il mondo per l’inclusione finanziaria

Il Banchiere, appena riconfermato nel Consiglio del gruppo mondiale delle banche retail e al dettaglio, è stato ospite di Clara Iatosti a Roma, negli studi del TG TG di TV 2000. Le Casse di Risparmio, a livello mondiale e attraverso un sempre più stretto raccordo operativo e di intenti reciproco, hanno lavorato per contrastare gli effetti economici della pandemia accelerando sui progetti di inclusione Finanziaria.

Sia nelle realtà regionali in via di sviluppo, sia nei territori più fragili dei Paesi a economia avanzata e industrializzata. Lo ha ribadito il Banchiere internazionale e saggista Beppe Ghisolfi ospite d’onore nello studio romano di TV 2000 condotto da Clara Iatosti, poche ore dopo la riconferma dello stesso a consigliere mondiale delle casse di risparmio nell’ambito dell’assemblea plenaria svoltasi mercoledì pomeriggio a Parigi. Il Prof. Ghisolfi, in particolare, si è soffermato sull’insieme degli interventi deliberati dal gruppo mondiale delle banche retail: interventi che nel corso dell’assemblea parigina il rieletto Presidente del WSBI (Istituto mondiale delle casse di risparmio), Isidro Fainé, ha riepilogato in un totale di 1,8 miliardi di dollari, volti a contrastare il fenomeno delle nuove e maggiori povertà indotto dalla pandemia nel corso del 2020.

Il Banchiere di origini cuneesi, autore del Manuale di educazione finanziaria, ha inoltre ribadito parole di plauso nei confronti del governo Draghi e della nuova misura dell’assegno unico familiare per i figli (strumento che si integra perfettamente con alcune soluzioni bancarie come il libretto di deposito per neonati ideato proprio a Fossano), e – aneddoto strategico – ha ricordato quando Papa Ratzinger, durante una udienza vaticana, gli disse espressamente che gli istituti di credito di territorio andavano elogiati per la loro vicinanza ai problemi della gente. Circostanza e considerazione, questa, lungimiranti in ragione del ruolo protagonista che sarebbe stato successivamente svolto dal settore bancario nel corso della prima ondata del Covid pur nell’ambito delle leggi vigenti e attraverso il meccanismo delle moratorie e dei prestiti garantiti.

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